lunedì 29 maggio 2017

Europa
Sui migranti l’Oim chiede all’Europa di passare dalle parole ai fatti
L'Osservatore Romano
«Nell’emergenza migranti, l’Europa dovrebbe passare dalle parole ai fatti e sanzionare quei paesi membri che hanno voltato le spalle all’Italia e alla Grecia». È quanto ha ribadito Federico Soda, direttore dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni nel Mediterraneo (Oim). Intanto, continuano i salvataggi in mare per migliaia di persone, gli sbarchi sulle coste italiane, ma anche il ritrovamento di salme. Nelle ultime ore, sono stati recuperati i corpi di sette persone, tra cui due giovanissime nigeriane. Tra quanti vengono soccorsi, è sempre più alto il numero di feriti, per percosse o stenti.
In un’intervista al quotidiano «la Repubblica», Soda ricorda che «la Commissione Ue aveva stabilito delle quote di rifugiati per ogni paese membro, in base alla popolazione e al pil. Ciascuno doveva fare la sua parte, ma molti non hanno mantenuto le promesse iniziali, altri non hanno aderito fin dall’inizio». Cita Ungheria, Polonia e Austria che «non hanno ancora ricollocato nessun migrante», mentre «la Repubblica Ceca è da quasi un anno che non accoglie nessuno». «Non per niente la Commissione Ue minaccia nei loro confronti di avviare una procedura d’infrazione già a giugno».
Solo Malta e Finlandia hanno veramente rispettato l’accordo. Soda afferma: «Collaborare alla politica migratoria europea non dovrebbe essere una libera scelta degli stati membri». Ricorda che la Germania ha già accolto oltre 2300 ricollocati e ha promesso di ricollocare 500 migranti al mese dall’Italia nel 2017.
A gruppi stanno arrivando i circa 1300 migranti salvati nel Mediterraneo ieri. È giunta stamane nel porto di Catania la nave San Giusto della Marina militare italiana con a bordo 929 migranti e 10 salme. Vi sono anche 20 bambini. Ci sono anche molti feriti. Medici senza frontiere parla di cicatrici visibili, contusioni, fratture, lacerazioni e bruciature.

L'Osservatore Romano, 29-30 maggio 2017