martedì 30 maggio 2017

Europa
«Senza famiglia l' Europa non ha futuro»
Avvenire
(Luciano Moia) La nuova stagione della famiglia parte da Roma, dove oggi prende il via la tre giorni delle 14 associazioni familiari cattoliche d' Europa (Fafce) che culminerà giovedì nell' incontro con papa Francesco. «Non sarà solo una celebrazione per i nostri primi vent' anni - osserva Antoine Renard, presidente Fafce - ma di una punto di svolta per rendere la nostra azione sempre più incisiva e penetrante. Quindi non mettere in evidenza gli svantaggi economici, sociali e anche spirituali determinati dalle realtà contrarie all' idea di famiglia, ma mostrare con i fatti e con i numeri tutte le realtà positive di cui la famiglia è portatrice». Con numeri e statistiche, Antoine Renard si trova a suo agio. Ingegnere ferroviario francese, sposato, tre figli, dal 2009 guida il Forum delle associazioni familiari europee.
La sua non è solo una convinzione ideale, ma suffragata da ricerche documentate: quando la famiglia è posta nelle condizioni di 'funzionare' al meglio, anche società, politica, economia ne traggono grandi benefici. 
Presidente, cominciano dall' emergenza denatalità. È una crisi che tocca tutti gli Stati europei o c' è qualche segnale in controtedenza? 
L' inverno demografico tocca tutta l' Europa, ma è come se non esistesse. Ai massimi livelli Ue non se ne parla mai. Tanto più grave perché qualsiasi politica familiare non ha effetti che a lungo termine. Nondimeno la presa di coscienza esiste e in alcuni Paesi si evidenziano i primi risultati. La Macedonia ha invertito la tendenza, la Polonia ha varato misure di sostegno alle famiglie numerose, l' Ungheria ha aperto il cantiere per una politica familiare globale. Ma ci sono anche situazioni locali che lasciano ben sperare. In Italia, come bene sapete, esistono alcuni Comuni e Regioni che hanno avviato politiche familiari interessanti. Perché troppo spesso si resta a livello di dichiarazioni di intenti che non si traducono in azioni concrete. Spesso la giustificazione nasce da motivazioni economiche. Non ci sono i fondi. Eppure una politica familiare globale non è fatta solo di misure economiche ma anche di un quadro legislativo favorevole al matrimonio (su cui la famiglia è fondata), dal riconoscimento del primato dell' educazione (che è la sua ragione d' essere) e di un clima culturale che sostiene il suo sviluppo. Si è spesso lontano dal cammino che si dovrebbe prendere. Abbiamo raccolto oltre 900mila firme in poco più di un anno. La procedura istituzionale prevede che per presentare la petizione in Commissione se siano necessarie un milione. Comunque vada, l' ampiezza del risultato giustifica gli sforzi: l' appello pressante a uscire dalla confusione non potrà essere passato sotto silenzio. Ma è solo il primo passo di una sempre più estesa mobilitazione delle famiglie. Altri ne seguiranno presto. 
Quali sono gli altri fronti su cui la Fafce si è schierata? 
Pornografia, utero in affitto, eutanasia sono attentati alla vita che offendono la coscienza e feriscono la famiglia. Siamo intervenuti in più occasioni al Consiglio d' Europa e al Parlamento europeo. Contro la pornografia, in particolare, abbiamo chiesto di limitare il libero accesso e di intensificare i controlli. Parlavamo di una grande azione europea per riaffermare i valori familiari in tutta Europa. 
Ma come? 
Con la testimonianza e con le esperienze concrete raccolte dalle nostre associazioni nei vari Paesi. Si tratta di diffondere con coraggio, sopportando anche qualche delusione, la verità della famiglia. E quindi di sostenere e promuovere politiche familiari favorevoli al 'far famiglia'. Il Papa, che incontreremo giovedì, ci invita ad andare avanti con coraggio. Seguiremo le sue indicazioni.