sabato 27 maggio 2017

Ancora morti in Brasile in relazione alle dispute per la terra. Almeno dieci civili sono stati uccisi durante uno scontro con la polizia nello stato di Pará, nel nord del paese. La notizia è stata confermata dalle autorità in queste ore, ma è relativa a un episodio avvenuto il 24 maggio.
Nove uomini e una donna sono morti durante uno scontro tra la polizia e i contadini senza terra. La polizia era arrivata sul posto per arrestare i sospettati dell’omicidio di un uomo incaricato della sicurezza della azienda agricola, avvenuto giorni fa. È quanto riporta l’agenzia Fides, citando un comunicato del dipartimento di pubblica sicurezza. In particolare, l’incidente è avvenuto nella fazenda Santa Lucia, circa 900 chilometri a nord di Belém, capitale dello stato.
Nel 2016, si sono registrati 61 omicidi proprio in relazione a dispute sulla terra. Si tratta del numero più alto registrato dal 2003. E la violenza non accenna a diminuire nell’anno in corso: fino ad oggi, nel 2017, sono 36 le persone uccise in conflitti nelle campagne brasiliane. Circa quattro settimane fa, nello stato di Minas Gerais, è stato ucciso anche un dirigente regionale del Movimento dei lavoratori rurali senza terra (Mst), Silvino Nunes Gouveia. E in particolare, il 19 maggio, una celebrazione a Chacina de Colniza (Mato Grosso) ha ricordato il grave episodio accaduto un mese prima: nove lavoratori rurali assassinati da un gruppo di uomini incappucciati.
Gli scontri tra i proprietari terrieri, i cosiddetti fazendeiros, e quanti sono alla ricerca di un terreno da coltivare, sem terra, si sono inaspriti da quando hanno cominciato a diffondersi i grandi allevamenti di bestiame e le piantagioni intensive.
L'Osservatore Romano, 27-28 maggio 2017.