martedì 23 maggio 2017

Brasile
Dichiarazione dei vescovi brasiliani. Contro la corruzione
L'Osservatore Romano
«Per l'etica in politica» è il titolo e insieme l’obiettivo della dichiarazione conclusiva della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) riunita nei giorni scorsi nella capitale Brasília per discutere sulla situazione economica del paese e in particolare «sulle denunce di corruzione politica accolte dal Supremo tribunale federale», recepite dalla Cnbb, «insieme ai vescovi di tutto il paese, con stupore e indignazione».
Il riferimento dei vescovi è alla decisione del tribunale brasiliano, che ha sospeso nei giorni scorsi dal suo incarico parlamentare il senatore ed ex candidato presidenziale, Aecio Neves, mentre la procura generale ha chiesto all’Alta corte di ordinare il suo arresto, nel quadro di un’inchiesta su tangenti. Neves, economista, è presidente del partito socialdemocratico, principale alleato del partito del presidente Michel Temer.
Ma il Brasile è scosso soprattutto dagli esiti di un’inchiesta nell’ambito della quale sono indagati otto ministri e 73 parlamentari e che lambirebbe anche la stessa presidenza della Repubblica. Il capo dello Stato tuttavia ha rigettato ogni accusa e ha categoricamente escluso l’ipotesi di sue dimissioni.
In base all’articolo 37 della Costituzione, si legge nel comunicato dei vescovi brasiliani, «è dovere di ogni dipendente pubblico, in particolare di coloro che ricoprono alte funzioni, mantenere una retta condotta, pena non essere in grado di esercitare l’incarico che si occupa».
Le denunce di casi di corruzione, secondo i presuli, «richiedono un’indagine rigorosa, sempre nel rispetto delle garanzie costituzionali». Tuttavia le responsabilità, una volta accertate, non devono essere eluse. Nel comunicato della Cnbb si osserva che «vigilanza e partecipazione politica» delle comunità, dei movimenti sociali e della società nel suo insieme «possono contribuire notevolmente a chiarire i fatti e a difendere l’etica, la giustizia e il bene comune». Il superamento della crisi richiede, infatti, secondo la Chiesa in Brasile, il primato dell’etica, fondamentale per ogni società veramente democratica. Da qui l’esortazione a «un nuovo modo di fare politica, sulla base dei valori di onestà e giustizia sociale». I vescovi ricordano, inoltre, un passo del comunicato finale della recente assemblea generale della Cnbb: «Il disprezzo dell’etica porta a una relazione promiscua tra interessi pubblici e privati, prima ragione dello scandalo della corruzione. Lo stato democratico di diritto, riconquistato con intensa partecipazione popolare dopo la dittatura, corre il rischio di vedere crescere il discredito e il disincanto verso la politica in generale e verso le istituzioni della Repubblica, il cui agire ha mostrato un’enorme distanza dalle aspirazioni di gran parte della popolazione. Dobbiamo costruire una democrazia veramente partecipativa».
Infine, nella nota ufficiale i presuli chiedono alle diverse comunità del Paese di «partecipare responsabilmente e pacificamente alla vita politica, contribuendo al raggiungimento della giustizia e della pace e di pregare per il Brasile. La Madonna di Aparecida, patrona del Brasile — concludono — ci aiuti a camminare con speranza nella costruzione di una nuova società».
L'Osservatore Romano, 23-24 maggio 2017