domenica 14 maggio 2017

Congregazione per la Chiese Orientali
Domenica 14 maggio il Cardinale Sandri nella prima mattinata presso la Cattedrale dell'Eparchia Saint Peter and Paul of the Ukranians in Melbourne, dove ha presieduto la Divina Liturgia, concelebrata dal Vescovo eparchiale S.E. Mons. Peter Stasiuk, dal Nunzio Apostolico S.E. Yllana, dai Vescovi caldeo, S.E. Nona, maronita, S.E. Tarabay e dai sacerdoti. La circoscrizione è la più antica per fondazione tra le Chiese Orientali Cattoliche in Australia (prima come Esarcato), e la sua popolazione sente forte la sofferenza per quanto accade da tempo in Ucraina e per la cortina di silenzio internazionale che avvolge quel conflitto. Il Cardinale Prefetto, muovendo dalla parola di Dio proclamata e dal tempo pasquale che si sta vivendo, ha rivolto una parola di condivisione e forte speranza.
Sua Eminenza ha pranzato poi presso la Comunità delle Suore Basiliane, che festeggiano nel 2017 il cinquantesimo anniversario di presenza in Australia.
Nel pomeriggio invece, il Cardinale si è trasferito insieme ai Vescovi già citati, ai quali si è aggiunto quello melkita, S.E. Robert Rabbat, e il Vicario Patriarcale Armeno cattolico in Australia, Mons. Sosanian, nell'area del South-Melbourne, presso il palazzetto dello sport del St. John College, dove ha presieduto la Holy Qurbana (Divina Liturgia) con il Vescovo S.E. Mons. Bosco Puthur, dell'Eparchia Saint Thomas Apostole of the Syro-Malabar in Melbourne, eretta da Papa Francesco nel dicembre del 2013. L'area era affollata di fedeli, nella stragrande maggioranza giovani famiglie con tanti bambini, quasi tutti in abito tradizionale indiano, mentre i canti si sono svolti nella lingua del Kerala, il Malyalam.
Davvero toccante e commovente vedere la gioia semplice e contagiosa di tutte queste persone, davvero tenaci nel coltivare le proprie radici cristiane, che per il momento non hanno ancora potuto erigere una propria cattedrale, ma che stanno lodevolmente portare avanti il progetto in un'area già individuata ed acquisita, ma per la quale tardano le autorizzazioni necessarie ad iniziare i lavori. I sacerdoti siro-malabaresi concelebranti erano trenta, tra i quali alcuni incardinati nell'Eparchia, altri che vivono un servizio presso le Diocesi latine e che part-time lavorano per l'Eparchia Siro-Malabarese, di recente istituzione (si tenga presente per  capire il prezioso contributo di questa antica chiesa di origini apostoliche nata dalla predicazione dell'Apostolo Tommaso che alcune Eparchie Siro-Malabaresi del Kerala inviano nel mondo come missionari e collaboratori alcune migliaia di presbiteri per aiutare la Chiesa latina, e che nella stessa India, tra i Vescovi Latini, più di trentacinque sono di origine siro-Malabarese; nel solo Golfo Persico, per il momento affidati alla cura pastorale dei Vicari Apostolici Latini fino a nuova disposizione Pontificia, allo studio da diverso tempo e con numerose riunioni in proposito -  sono presenti 400.000 fedeli della Chiesa Siro-Malabarese).
Al termine del sacro rito, e deposti i paramenti, nella stessa area è stato proiettato un filmato con la storia della presenza siro-malabarese in Australia, e sono stati pronunciati alcuni discorsi di ringraziamento, tra i quali anche quello del Nunzio Apostolico S.E. Yllana, il quale, di fronte alla massiccia presenza di giovani famiglie e bambini, li ha ringraziati per la loro testimonianza, facendo anche gli auguri per la festa della mamma, e riprendendo una nota canzone "I am, You are, We are Australians", l'ha parafrasata ricordando che molti di loro sono già cittadini australiani, molti altri hanno il permesso stabile di residenza, e quindi devono poter dire "We are Australians", senza perdere la gioia del loro essere "We are Catholics", secondo la tradizione siro-malabarese, ma formando un'unica Chiesa cattolica nella società australiana insieme ai fratelli e sorelle delle chiese latina, caldea, maronita, melkita, ucraina, armena, copta...
In tarda serata, dopo la cena con i sacerdoti e alcune autorità locali (nell'area individuata per la costruzione della cattedrale), il Cardinale Prefetto ha fatto rientro a Sydney.
Nella mattinata del Nono Giorno, è prevista presso l'Episcopio dell'Eparchia Maronita una concelebrazione Eucaristica conclusiva, insieme ai Vescovi Orientali cattolici di Australia e al Nunzio Apostolico, a seguire la visita di alcune delegazioni di persone originarie del Medio Oriente ma residenti in Australia, cristiane e musulmane, e infine la partenza per Roma, dove l'atterraggio è previsto per le ore 7 di martedì mattina.
La prima visita in Australia del Cardinale Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nell'anno centenario della Fondazione, ha rappresentato davvero un momento storico, di grande gioia, condivisione, sostegno, mutuo aiuto, spirito missionario in una società secolarizzata, che ha offerto senz'altro diversi spunti di discernimento anche per il lavoro del Dicastero.
Esso è infatti chiamato ad accompagnare la vita delle Chiese Orientali cattoliche, i cui fedeli ormai, nella maggior parte dei casi e soprattutto per quelle che hanno sede nel Vicino e Medio Oriente, vivono in misura maggiore al di fuori delle loro rispettive terre di origine; d'altra parte però, non ci si può rassegnare ad un Medio Oriente completamente privato di una presenza originaria, millenaria - quale quella cristiana - capace di essere fattore di equilibrio ed efficace contributo alla costruzione del bene comune dei rispettivi Paesi. Ma senza una precisa tutela del diritto di uguaglianza, cittadinanza e piena libertà religiosa, con o senza conflitti, risulta difficile attuare nell'oggi un contenimento dell'esodo verso paesi come l'Australia, che per molti è desiderata quasi come una nuova terra promessa di libertà e dignità umana.