martedì 9 maggio 2017

Australia
Cardinal Sandri in Australia. Terzo giorno
Cong. Chiese Orientali
E fu sera e fu mattina, terzo giorno
Nella mattina di martedì 9 maggio, il Cardinale Prefetto ha presieduto la Santa Messa presso la Cappella della Nunziatura Apostolica di Canberra, alla presenza delle suore in servizio presso di essa, provenienti dal Viet-Nam, e alla presenza della loro Superiora Provinciale; accanto a loro quattro Suore della Carità fondate da Santa Teresa di Calcutta, che nella città si prendono cura di alcuni malati e persone anziane. Hanno concelebrato col Cardinale Prefetto il Nunzio Apostolico e il Vescovo dell'Eparchia Maronita.
Sulla via del rientro verso Sydney, è stata fatta una sosta presso uno dei luoghi più significativi per la devozione popolare in Australia, il Santuario di Nostra Signora della Misericordia in Penrose Park, retto dai Padri Paolini della Polonia. Il piccolo luogo di culto, oltre alla devozione alla Madonna Nera di Jasna Gora e alla Divina Misericordia secondo la spiritualità di Santa Faustina Kowalska, è caratteristico perchè nel bosco intorno al Santuario sono state realizzate - quasi come le tende che Pietro avrebbe voluto costruire sul monte della Trasfigurazione - delle piccole casette nelle quali ogni nazione o gruppo linguistico ha voluto collocare la memoria dei propri patroni regionali o nazionali. E' quindi un centro spirituale forte per le molteplici identità che nel corso dei secoli hanno contribuito a formare l'odierno popolo australiano.
Giunto a Sydney, il Cardinale Prefetto si è recato presso il centro gestito dalla piccola comunità copto-cattolica, intitolata a san Marco. Essa risale al 1970 quando due  coppie di sposi egiziani che prima non si conoscevano tra loro, si sono incontrati qui in Australia sul luogo di lavoro, e hanno condiviso il sogno che un giorno potesse sorgere un luogo di culto secondo la loro tradizione rituale. Il desiderio è diventato preghiera e impegno, finchè nel 1988, con l'aumentare dei fedeli egiziani copto cattolici, grazie all'aiuto della Diocesi latina di Parramatta, il Patriarcato di Alessandria dei Copti ha inviato il primo sacerdote per l'assistenza dei suoi fedeli in Australia. Nel 1996, l'allora Patriarca Sua Beatitudine Stefanos II Ghattas decise l'avvio del progetto di tre edifici, uno per la Chiesa, uno per la rettoria, e uno come scuola di catechesi domenicale. Da allora, si è potuto realizzare un solo edificio, che ora in un salone è anche adibito a Chiesa per la piccola comunità. Nel 2016, il Patriarca Ibrahim Sedrak ha benedetto la prima pietra della Chiesa, il cui cantiere, in fase avanzata dei lavori, è stato benedetto dal Cardinale Sandri, accompagnato dai Vescovi Orientali Cattolici ed Ortodossi Orientali di Australia.
Nel suo saluto, il Cardinale Sandri ha anzittutto ringraziato la comunità per la tenace perseveranza con cui ha voluto rimanere riunita intorno al Signore, trasformando con la preghiera e l'impegno un desiderio di alcuni laici in realtà.   Ha invitato ad unirsi in preghiera al Santo Padre Francesco, ormai nell'imminenza del Viaggio Apostolico a Fatima, supplicando insieme a Lui la Vergine Maria Madre di Dio. Ha infine ricordato i giorni intensi vissuti poco prima di raggiungere l'Australia accompagnando il Santo Padre Francesco nel Viaggio Apostolico in Egitto, rievocando sia la Messa con la Comunità Cattolica, che l'incontro e la preghiera con i fratelli della Chiesa Copto-Ortodossa, in particolare Sua Santità Tawadros II, e la visita e il discorso all'Università Al-Ahzar del Cairo.
Il pranzo è stato organizzato dall'Assemblea dei Vescovi e Leaders Cattolici e Ortodossi Orientali in Australia. Erano presenti, per parte cattolica, il Vescovo Maronita, Melkita, Caldeo, il Visitatore Patriarcale siro-Cattolico, i parroci siro-cattolico, armeno e copto, mentre per parte Ortodossa Orientale il Vescovo Siro-Ortodosso, quello della Chiesa Assira dell'Est, il parroco di quella Antica Chiesa dell'Est di vecchio calendario e il Vescovo Copto-Ortodosso Anba Daniel. In particolare quest'ultimo, originario del Grande Monastero di Sant'Antonio e Membro della Commissione bilaterale per il dialogo cattolico - ortodosso orientale, ha chiesto di trasmettere i sentimenti di gioia profonda e riconoscenza al Santo Padre Francesco per il coraggio di mantenere fermo il proposito di recarsi in Visita in Egitto. Tale gesto, da parte della comunità copta ortodossa della Diaspora, dopo i gravi attentati che hanno colpito le loro chiese la domenica delle Palme è stato interpretato come gesto di grande speranza, gioia e incoraggiamento, che rimarrà sempre inciso nei loro cuori. Il Presidente di turno dell'Assemblea, il Vescovo Melkita Robert Rabbat, prendendo la parola per ringraziare il Cardinale Sandri della Sua presenza in questa storica visita e in occasione del centenario del Dicastero, ha anche descritto il grande clima di affetto fraterno, collaborazione e sostegno reciproco che i Vescovi e le comunità cattoliche ed ortodosse in Australia portano avanti. Significativo il riferimento ai gesti di carità (ciascuno dei quali ha raccolto più di 250.000 di dollari) che in questi anni sono stati intrapresi in tutte le rispettive Chiese per alcuni intenzioni urgenti: i cristiani di Aleppo, gli sfollati della Piana di Ninive, i cristiani copti colpiti dagli attentati. Proprio tra pochi giorni una delegazione porterà una visita di solidarietà in Egitto, incontrando Papa Tawadros II e il Patriarca cattolico Ibrahim Sidrak.
Nel pomeriggio è invece stata la volta della comunità Siro-Cattolica, ove il Cardinale Prefetto, sempre accompagnato dal Nunzio Mons. Yllana, è stato accolto dal parroco, dal suo predecessore-fondatore della comunità Mons. Barbari, e da S.E. Mons. George Basilios Casmussa, Ausiliare del Patriarca Younan, inviato in questi giorni in visita alle comunità presenti in Australia. All'interno della preghiera, animata dai cori festosi in lingua siriaca, da parte di un laico del Consiglio e da parte dello stesso Mons. Casmoussa è stato rivolto un indirizzo di saluto e di accoglienza al Cardinale Prefetto, oltre che una presentazione delle comunità stesse, presenti, oltre che a Sydney, anche a Melbourne, Canberra, Brisbane, Perth, Geelong, per un totale attualmente verificato di 1150 famiglie per un totale di più di 4000 persone, seguite, nonostante le distanze, da tre sacerdoti, provenienti dall'Arcieparchia di Mosul, dal momento che molti di loro sono famiglie rifugiate proprio da quell'area dell'Iraq. Dall'Iraq, dal Libano e dalla Giordania, altre decine di famiglie sono in attesa del completamento delle procedure per il visto per raggiungere l'Australia. La Comunità ha in animo di poter avere una propria chiesa, dal momento che attualmente essi possono ritrovarsi grazie alle concessioni fraterne degli Arcivescovi Latini di Sydney, Melbourne e Perth, oltre che del Vescovo Siro-Ortodosso, egli pure presente col Cardinale alla preghiera di questa sera. Il portavoce della comunità si è detto onorato che la prima visita di un Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali in Australia sia compiuta proprio dal Cardinale Sandri, succeduto nell'incarico al compianto Cardinale Ignace Moussa Daoud, già Patriarca Siro-Cattolico, che visitò le sue comunità in Australia prima di essere chiamato a Roma da San Giovanni Paolo II a presiedere il Dicastero Orientale dal 2000 al 2007.
Il Cardinale Sandri, nel prendere la parola, si è ricollegato a questo filo rosso sottile con cui la Provvidenza l'ha particolarmente unito alla Chiesa di Antiochia dei Siri: quando era Nunzio Apostolico in Venezuela, dal 1997 al 2000, accolse in visita proprio l'allora Patriarca Moussa Daoud, accompagnato al tempo dal giovane vescovo siro-cattolico degli Stati Uniti, S.E. Mons. Youssef Younan attuale Patriarca. Il Cardinale Sandri ricorda pure altri due passaggi significativi: l'essere stato chiamato a presiedere, a nome del Santo Padre Benedetto, il Sinodo che portò all'elezione del Patriarca Younan, dopo la rinuncia al governo presentata da S.B. Abdel Ahad, e il momento toccante della riconsacrazione della Cattedrale di Baghdad, dedicata a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, distrutta dall'attentato terroristico del 31 ottobre 2010, pochi giorni dopo la conclusione del Sinodo Speciale dei Vescovi per il Medio Oriente, dove persero la vita 62 persone, tra cui due sacerdoti, alcuni bambini e molti fedeli laici che erano presenti per la funzione, per tutti i quali la Chiesa siro-Cattolica si sta preparando ad aprire il processo di beatificazione per martirio.
Sua Eminenza ha quindi esortato tutti, ispirandosi alla Parola di Dio appena proclamata, a non lasciarsi turbare da nessuno sconvolgimento umano, a invocare la pace non solo per Gerusalemme - come cantato nel Salmo -  ma per la Siria, l'Iraq e tutto il Medio Oriente, e infine a restare ben radicati sulla Roccia invisibile che è Cristo, che guida la Sua Chiesa attraverso la Roccia visibile che è Pietro e i suoi Successori.
La serata si è conclusa con una cena familiare nel salone comunitario, con i Vescovi i sacerdoti e i fedeli, ciascuno dei quali ha preparato a casa qualche piatto tipico dell'Iraq e della Siria, così come ha voluto presentarsi negli abiti tradizionali dei rispettivi villaggi di provenienza. Al Cardinale Prefetto è stata omaggiata una t-shirt, da parte del gruppo giovani della parrocchia, con le loro parole chiave riportate nel logo "LOVE: amare, Dio e i fratelli; GROW: crescere, nella fede e nell'umanità; SERVE: servire Dio e gli uomini; REJOICE: sperimentando così la gioia del Vangelo", come fedeli alle nostre radici, ma desiderosi di far sì che portino frutto in questa terra di Australia. E mentre gliela consegnavano, la certezza dell'affermazione "Così anche tu ora sei uno di noi!"