giovedì 13 aprile 2017

Venezuela
Interrotta da gruppi paramilitari la funzione del mercoledì santo. Ancora vittime nelle proteste a Caracas
L'Osservatore Romano
Un ragazzo di quattordici anni è stato ucciso durante manifestazioni di protesta antigovernativa ieri in Venezuela. Si tratta del terzo morto in pochi giorni. Lo ha confermato Henri Falcón, governatore dello stato venezuelano di Lara secondo il quale il giovane sarebbe stato vittima dei colectivos, i gruppi armati pro-governativi che operano nel paese. Aderenti a queste formazioni paramilitari, ha detto Falcón, «vanno in giro in moto muniti di armi per terrorizzare la popolazione» e «sparano indiscriminatamente sulla gente» che si riunisce per contestare il governo.
Secondo Falcón, anche un uomo di trentasei anni, Miguel Angel Colmenares, è stato ucciso nei giorni scorsi dai colectivos, che avrebbero ferito almeno altre dodici persone. Oltre ai due morti nello stato di Lara, i gruppi armati vicini al governo sono stati accusati di essere responsabili dell’uccisione a Caracas di un uomo di 29 anni.
Inoltre, sempre ieri, la messa solenne in occasione del mercoledì santo, celebrata dal cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, è stata disturbata da un gruppo paragovernativo che ha interrotto la liturgia. La messa, celebrata nella basilica di Santa Teresa, è il preludio della processione della statua del Nazareno di San Pietro, tra le immagini sacre più venerate del paese. Vari dirigenti dell’opposizione, impegnati da oltre una settimana in una serie di proteste di piazza contro il presidente Nicolás Maduro, avevano preannunciato la loro partecipazione alla processione, chiedendo ai fedeli di portare una bandiera «come segno di rispetto per il Venezuela e per la democrazia». Ancora prima della processione, però, sono scoppiati incidenti dentro alla basilica.
Il ministro venezuelano della difesa, generale Vladimir Padrino López, da parte sua ha difeso il modo in cui la Guardia nazionale sta gestendo le proteste antigovernative degli ultimi giorni nel paese, sottolineando che i suoi uomini non scendono in piazza con armi da fuoco. Il ministro ha inoltre denunciato una «campagna nazionale e internazionale» contro i militari venezuelani e ha accusato i dirigenti dell’opposizione di incitare alla violenza durante le manifestazioni contro il governo di Maduro.
L'Osservatore Romano, 13-14 aprile 2017