sabato 1 aprile 2017

Vaticano
(a cura Redazione "il sismografo")
*** Lettera Apostolica del Santo Padre in forma di Motu proprio “Sanctuarium in Ecclesia” con la quale si trasferiscono le competenze sui santuari al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione
1. Il Santuario possiede nella Chiesa una «grande valenza simbolica»[1] e farsi pellegrini è una genuina professione di fede. Attraverso la contemplazione dell’immagine sacra, infatti, si attesta la speranza di sentire più forte la vicinanza di Dio che apre il cuore alla fiducia di essere ascoltati ed esauditi nei desideri più profondi.[2] La pietà popolare, che è una «autentica espressione dell’azione missionaria spontanea del Popolo di Dio»,[3] trova nel Santuario un luogo privilegiato dove poter esprimere la bella tradizione di preghiera, di devozione e di affidamento alla misericordia di Dio inculturati nella vita di ogni popolo.
Fin dai primi secoli, infatti, si pensò al pellegrinaggio anzitutto verso i luoghi dove Gesù Cristo aveva vissuto, annunciato il mistero dell’amore del Padre e, soprattutto, dove si trovava un segno tangibile della sua risurrezione: la tomba vuota. I pellegrini, successivamente, si misero in cammino verso i luoghi dove, secondo le diverse tradizioni, si trovavano le tombe degli Apostoli. Nel corso dei secoli, infine, il pellegrinaggio si estese anche a quei luoghi, diventati ormai la maggioranza, dove la pietà popolare ha toccato con mano la misteriosa presenza della Madre di Dio, dei Santi e dei Beati.[4]
*** Al Pontificio collegio spagnolo Francesco chiede di coltivare uno spirito di povertà ed evitare il carrierismo ecclesiastico. Disposti a vendere la camicia
L’invito a evitare «il carrierismo ecclesiastico», che «è una peste», e a soccorrere chi è nel bisogno essendo persino «disposti a vendere la camicia» è stato rivolto dal Papa alla comunità del Pontificio collegio spagnolo in Roma, ricevuta in udienza sabato mattina, 1° aprile, nella Sala Clementina.
Cari fratelli e sorelle,
Desidero far giungere il mio saluto a tutta la comunità del Pontificio Collegio Spagnolo di San Giuseppe e ringraziare il signor Cardinale Ricardo Blásquez Pérez per le cordiali parole che, come Patrono del Collegio, mi ha rivolto a nome di tutti, in questa commemorazione. Rendo grazie a Dio per la bella opera che istituì il beato Manuel Domingo y Sol, fondatore della Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani del Sacro Cuore di Gesù, e per il lavoro svolto in tutti questi anni.
(Testo)
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- "Anche nei momenti più duri e sconvolgenti, la misericordia e la bontà del Signore sono più grandi di ogni cosa."