martedì 11 aprile 2017

Vaticano
Incontro del Santo Padre con un gruppo di ragazzi ricoverati all’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma

Sala stampa della Santa Sede

Nel pomeriggio di ieri, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha incontrato un gruppo di bambini e ragazzi ricoverati all’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, accompagnati dai loro genitori e dai medici che li hanno in cura. I ragazzi - dai 5 ai 18 anni – sono i protagonisti della serie televisiva della Rai “I Ragazzi del Bambino Gesù”. Erano presenti, tra gli altri, la Presidente dell’Ospedale Pediatrico, Mariella Enoc e il Direttore Generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto. Riportiamo di seguito la trascrizione delle parole del Santo Padre nel corso dell’incontro:
Parole del Santo Padre
Dopo le presentazioni e le foto, il Papa ha letto un biglietto che gli è stato consegnato dai ragazzi: “Caro Francesco, grazie di averci incontrato, siamo contenti di essere qui, perché ci dai speranza e coraggio per il domani. Ti vogliamo bene – grazie! –. I ragazzi del Bambin Gesù”.
[applausi]
Il Papa riprende la parola:
Grazie per queste fotografie, per questo libro, anche per la dedica…
Sono tante storie. Ognuno di voi è una storia. Non solo i bambini ammalati, ma anche i medici, gli infermieri, quelli che visitano, le famiglie… Io dirò due cose che mi vengono adesso.
Una l’ho notata quando siete venuti… Due mesi fa?... Il 15 dicembre scorso. Ho salutato e c’era la Dott.ssa Enoc che mi accompagnava nel saluto, con qualche medico, e mi presentavano le persone. Sapevano i nomi di tutti, di ognuno: “Questo sta lottando per questa malattia…”. Sapevano anche cosa succedeva nella loro vita. E io ho percepito – lo avete detto anche voi, e poi riprenderò quello che avete detto voi – ho percepito che più che un ospedale questo è una famiglia, che è una delle parole che voi averte detto. Era più importante il nome, la persona, e solo alla fine si diceva la malattia, ma come un incidente, una cosa secondaria. C’è famiglia, no?
E poi l’altra l’abbiamo vista adesso, no? Tu eri lì un po’ vergognosa di alzarti e a fare una brutta figura davanti a questo apparecchio [la telecamera] e la direttrice, che è un po’ come una mamma, si è avvicinata e ha detto “Vieni”, e ti ha fatto coraggio. Questo è bello di una famiglia, questo
è bello… Entrare in un ospedale fa sempre paura, io lo vedo quando mi avvicino ad alcuni bambini, non tutti ma alcuni, piccolini, che mi vedono in bianco, incominciano a piangere, pensano che sia il medico per fare il vaccino, e piangono e hanno paura, poi faccio loro due carezze e si tranquillizzano.
Perché c’è sempre la funzione, l’ospedale… si deve fare questo… e c’è il pericolo, il rischio di dimenticare la medicina più importante che soltanto una famiglia può dare: le carezze! È una medicina troppo costosa, perché per averla, per poterla fare tu devi mettercela tutta, metterci tutto il cuore, tutto l’amore. E da voi ci sono le carezze! Le carezze dei medici, degli infermieri, della Direttrice, di tutti.
Il Bambin Gesù, in questo ultimo periodo, è cresciuto tanto, e diventa una famiglia… Il bambino, il malato lì trova una famiglia. Famiglia e comunità, due parole che voi avete detto e ripetuto, e per questo voglio ringraziarvi, perché il Bambin Gesù è una testimonianza, una testimonianza umana… Umana. E’ un ospedale cattolico, e per essere cattolico prima tu devi essere umano, e voi date una testimonianza umana, oggi. Per favore, andare avanti su questa via sempre, crescere su questa via.
Vi ringrazio, e prima di salutarvi uno a uno, perché in una famiglia tutti dobbiamo essere educati e salutarci, io chiederò alla Dott.ssa Enoc che ci dica qualcosa dei progetti, della Siria…
Prende la parola la Dott.ssa Enoc […]
Dopo, riprende la parola il Papa:
Avete visto che anche l’eliporto vaticano è stato preso da lei (ride), e quando ci sono dei bambini che hanno urgenza di arrivare all’ospedale, arrivano in elicottero qui e passano dall’altra parte.
Sa muoversi, ma non solo lei, tutti, perché è stato contagioso questo spirito, e anche lei ha avuto questo contagio da voi e così l’uno all’altro. Siete una famiglia! Chi è più importante in una famiglia? La mamma, il papà, i fratelli più grandi, i nonni, i bambini…ognuno è più importante, e voi siete tutti importanti, ma sempre insieme.
Adesso, prima di salutarvi uno per uno, chiederò al Signore che vi benedica.
[Benedizione del Papa]
E per favore pregate per me, non dimenticatevi! Grazie.