giovedì 13 aprile 2017

Vaticano
Da Buenos Aires al Vaticano il Papa che non ha mai dimenticato di far visita ai carcerati
(a cura redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano - ©copyright) Celebrare il Giovedì Santo fuori dal Vaticano, facendo visita e lavando i piedi ai carcerati, è, nella storia dei Pontefici romani, una novità assoluta, quantomeno per i secoli più recenti e noti della storia della Chiesa. Per Papa Francesco, invece, compiere questo gesto non significa solo vivere concretamente un passo del Vangelo (Matteo 25, 36) ma si tratta di proseguire una tradizione che risale agli anni del suo ministero episcopale di Buenos Aires, quando trascorreva i giorni dell'attesa della Resurrezione assieme a quegli ultimi, quegli scartati di cui ogni giorno ci parla, in maniera diretta o meno, e che sono costantemente al centro del suo ministero e magistero.
Tra le tante consuetudini che Jorge Mario Bergoglio ha conservato da quando è stato eletto  vescovo di Roma, questa è forse una delle maggiori, di certo una di quelle che più hanno colpito la sensibilità dei fedeli e non solo. Già dalla Pasqua del 2013, poche settimane dopo la fumata bianca che aveva annunciato al mondo la sua nomina, Francesco ha scelto di trascorrere il Giovedì Santo con i giovani reclusi del carcere minorile di Casal del Marmo. L'anno successivo, 2014, è stata la volta della Fondazione Don Gnocchi - Centro Santa Maria della Provvidenza (persone disabili e non autosufficienti).  
La lavanda dei piedi del Giovedì Santo del 2015 è stata invece dedicata a dodici detenuti del Carcere di Rebibbia, tra cui una giovane donna nigeriana che teneva in braccio suo figlio di pochi anni.
L'anno scorso, 2016, la visita è stata al C.A.R.A (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo) di Castel Novo di Porto, dove i rifugiati lì ospitati hanno potuto conoscere l'umiltà e l'amore del gesto della lavanda compiuto dal Papa. Infine oggi, quando Francesco per la terza volta si recherà in un penitenziario, quello di Paliano, in provincia di Frosinone, per celebrare la Messa in Coena Domini e il rito della lavanda dei piedi.