giovedì 20 aprile 2017

Vaticano
Concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune cause. I pastorelli di Fátima santi il 13 maggio. E il 15 ottobre la canonizzazione di trenta martiri del Brasile, tre adolescenti messicani e due sacerdoti
L'Osservatore Romano
La santità non ha età, né limiti di tempo e di spazio. Anche i bambini e gli adolescenti possono diventare santi e testimoniare con la vita la fedeltà a Cristo. Come i due pastorelli di Fátima, Francisco e Giacinta Marto, che avevano rispettivamente undici e dieci anni quando morirono colpiti dall’influenza spagnola. Oppure come gli adolescenti messicani Cristoforo, Antonio e Giovanni, uccisi in odio alla fede nel sedicesimo secolo, che sono i protomartiri del continente americano. Educati dai francescani, si allontanarono dal culto locale degli idoli. E ciò costò loro la vita, al punto che uno dei tre, Cristoforo, fu ucciso dal suo stesso padre.
Accanto a loro, un gruppo di trenta martiri, i primi del Brasile, e due religiosi: uno scolopio spagnolo fondatore di una congregazione di suore e un frate cappuccino italiano. Papa Francesco li proclamerà santi in due diverse circostanze. Nella prima, il 13 maggio, durante il viaggio apostolico in Portogallo, canonizzerà i due fanciulli, testimoni con la cugina Lucia dos Santos, delle apparizioni mariane alla Cova da Iria; nella seconda, domenica 15 ottobre, in piazza San Pietro eleverà agli onori degli altari tutti gli altri: Andrea de Soveral, Ambrogio Francesco Ferro, preti diocesani, Matteo Moreira, laico, e 27 compagni martiri nel Brasile del Seicento; Cristoforo, Antonio e Giovanni, adolescenti martiri in Messico; Faustino Míguez (1831-1925), dei chierici regolari poveri della Madre di Dio delle scuole pie, fondatore dell’Istituto calasanziano delle figlie della Divina Pastora; e Angelo da Acri, al secolo Luca Antonio Falcone (1669-1739), professo dell’ordine francescano dei cappuccini. Lo ha annunciato lo stesso Pontefice nel corso del Concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune cause di canonizzazione, tenuto stamane, giovedì 20 aprile.
Dopo la recita dell’Ora terza e la perorazione tenuta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, il Pontefice ha stabilito la date per le canonizzazioni: sabato 13 maggio e nella xxviii domenica del tempo ordinario. Il Pontefice è giunto verso le 10 nella sala del Concistoro del Palazzo apostolico, dov’erano ad attenderlo quaranta cardinali, tra i quali Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, e Pietro Parolin, segretario di Stato. Erano presenti anche gli arcivescovi Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, e Ilson de Jesus Montonari, segretario del Collegio cardinalizio; il vescovo Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, e i religiosi Turek Bogusław e Vincenzo Criscuolo, rispettivamente, sottosegretario e relatore generale della Congregazione delle cause dei santi. Per le postulazioni erano presenti Angela de Fátima-Coelho per i due pastorelli, insieme con il vicerettore del santuario mariano portoghese, Vitor Cotinho; il frate minore Giovannangelo Califano, per i due gruppi di martiri americani, lo scolopio Andrés Valencia Henao, per il suo confratello fondatore, e il cappuccino Carlo Calloni, per il sacerdote del suo stesso ordine predicatore nell’Italia meridionale e amico dei poveri.
È seguita la celebrazione dell’Ora terza, con i salmi 118 e 29 recitati in forma alternata e la proclamazione della lectio brevis tratta dal prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12, 13). È toccata quindi al cardinale Amato la perorazione delle cause, preceduta dalla lettura in italiano di un breve profilo biografico dei nuovi santi. Accomunati, ha detto, dell’annuncio del volto tenero e misericordioso di Dio.
Il Pontefice, dopo aver ricevuto il parere dei cardinali, ha deciso di iscrivere i 37 nomi nell’albo dei santi. Infine il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, ha invitato monsignor Leonardo Sapienza, protonotario apostolico, a redigere lo strumento pubblico ad perpetuam rei memoriam.
Quindi, verso le 10.30, Papa Francesco è rimasto solo con i cardinali presenti per proseguire la discussione.
L'Osservatore Romano, 20-21 aprile 2017