giovedì 13 aprile 2017

Turchia
Messaggio pasquale di Bartolomeo. Cristo unica speranza
L'Osservatore Romano
Il Signore Gesù è «il solo che ha calpestato la morte con la morte», il solo che vince le «croci quotidiane» e i «lamenti» degli uomini. Risuona nel tradizionale messaggio di Pasqua del patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, l’annuncio della speranza che non tramonta: «Cristo è risorto!». Un annuncio di grazia che dona consolazione, perché Cristo «è il portatore della gioia, colui che allieta ogni cosa».
Il primate ortodosso fa riferimento alle tante situazioni di crisi. «Viviamo — ricorda — in un mondo nel quale i mezzi di comunicazione diffondono continuamente incresciose informazioni su azioni terroristiche, guerre, fenomeni naturali catastrofici, problemi a motivo del fanatismo religioso, fame, profughi, malattie incurabili, povertà, oppressioni psicologiche, senso di insicurezza». Sono le «croci quotidiane», afferma, che «noi uomini portiamo con lamenti». Tuttavia, di fronte a tutte queste drammatiche situazioni, la Chiesa non si stanca di «rammentarci che possiamo essere felici, poiché il nostro principe Cristo è il loro vincitore». Come già le donne mirofore, che per prime hanno vissuto questa gioia pasquale, anche «la Chiesa madre di Costantinopoli proclama oggi con voce tonante: “Questo è il giorno che ha fatto il Signore, esultiamo e rallegriamoci in esso” (cfr. Salmi, 117, 24). L’ultimo nemico, la morte, la tristezza, i problemi, la corruzione, l’afflizione, la prova, sono spogliate e sconfitte». Bartolomeo ribadisce insomma che «la nostra gioia si regge sulla certezza della vittoria di Cristo». È l’«assoluta certezza, che il bene prevale, poiché Cristo è venuto nel mondo “e uscì vittorioso per vincere” (cfr. Apocalisse, 6, 2). Il mondo nel quale vivremo eternamente è Cristo: la luce, la verità, la vita, la gioia, la pace».
In tale prospettiva, aggiunge, «la santa e grande madre Chiesa di Cristo, al di là delle croci quotidiane e delle afflizioni, vive esclusivamente e solamente l’evento della gioia. Vive qui, nella vita presente e dalla vita presente, il Regno di Dio. Da questo sacro centro dell’ortodossia proclamiamo “durante questa notte luminosa”, che conseguenza e fine della croce e dell’afflizione e dissipazione di ogni pena dell’uomo e di ogni prova è l’affermazione del Signore: “Non vi lascerò orfani” (Giovanni, 14, 18-19). “Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Matteo, 28, 20). Dobbiamo ascoltare tutti questo messaggio, lo ascolti l’uomo contemporaneo e lasci se stesso vedere il Cristo camminare insieme a lui».
Concetti sviluppati da Bartolomeo anche in un’intervista al Sir: «Questa è precisamente la nostra visione della risurrezione e la nostra rassicurazione di pace di fronte alle persecuzioni cristiane nel Medio oriente, ma anche in tante altre parti del mondo: in Europa, nell’Africa del Nord e in Asia. Cristo ha promesso che non avrebbe lasciato orfani i suoi discepoli, che sarebbe rimasto con noi “tutti i giorni della nostra vita”. Questa è la nostra unica speranza e la nostra unica fonte di ottimismo».
L'Osservatore Romano, 13-14 aprile 2017