giovedì 13 aprile 2017

Stati Uniti
Lettera di tre vescovi statunitensi. Rispetto della libertà religiosa
L'Osservatore Romano
La libertà religiosa è importante per tutti, compresi coloro che si occupano del benessere e della tutela dei minori; la legge per l’inclusione (Inclusion Act) protegge la libertà religiosa e non esclude nessuno; la scelta dei genitori in caso di adozione è molto importante e merita protezione.
Sono questi, in estrema sintesi, i punti salienti che tre vescovi statunitensi hanno menzionato in una lettera, diffusa nei giorni scorsi, a favore del Child Welfare Provider Inclusion Act del 2017. La legge impedirebbe al governo federale e a ogni stato che riceve fondi pubblici per i servizi di tutela e benessere dei bambini, di agire contro un operatore sociale che fornisca servizi di assistenza modellati sulla base delle proprie convinzioni religiose o morali. Un caso emblematico è quello del rifiuto da parte di molti enti religiosi di consentire l’adozione a coppie che non siano composte da un uomo e una donna.
«La nostra prima e più preziosa libertà, la libertà religiosa — hanno sottolineato nella lettera monsignor Frank J. Dewane, vescovo di Venice e presidente del comitato per la giustizia interna e lo sviluppo umano, monsignorWilliam E. Lori, arcivescovo di Baltimora e presidente del comitato ad hoc per la libertà religiosa, e monsignor James Douglas Conley, vescovo di Lincoln e presidente della sottocommissione per la promozione e la difesa del matrimonio — deve poter essere goduta da tutti gli americani, senza esclusione, compresi coloro che si occupano di assistere i bambini». Con questa lettera, i tre presuli hanno voluto manifestare il loro sostegno al deputato Mike Kelly e al senatore Mike Enzi che hanno presentato il progetto di legge ora all’esame del congresso.
Alcuni operatori di enti religiosi che svolgono attività nel campo dell’assistenza all’infanzia negli stati Massachusetts, Illinois, California, e nel distretto di Columbia, sono stati esclusi dallo svolgimento di servizi legati all’adozione e all’affidamento perché appunto agiscono secondo la convinzione che i bambini meritano di essere affidati a una madre e a un padre regolarmente sposati. I vescovi americani hanno spiegato che «la legge per l’inclusione ha l’obiettivo di porre rimedio a questa ingiusta discriminazione, consentendo a tutti gli operatori di rispondere alle esigenze dei genitori e dei bambini in modo coerente con le proprie credenze religiose e convinzioni morali». Sottolineando che il Child Welfare Provider Inclusion Act rispetta l’importanza della scelta parentale, monsignor Dewane, monsignor Lori e monsignor Conley hanno ribadito chiaramente che «le donne e gli uomini che vogliono dare i loro figli in adozione dovrebbero poter scegliere liberamente tra una varietà di agenzie di adozione, comprese quelle che condividono le credenze religiose e le convinzioni morali dei genitori naturali».

L'Osservatore Romano, 12-13 aprile 2017