sabato 15 aprile 2017

Sri Lanka
Ricordate in Sri Lanka le vittime tamil della guerra civile. Via crucis nei luoghi del dolore
L'Osservatore Romano
Una Via crucis proprio nei luoghi dove migliaia di tamil persero la vita, per non dimenticare le loro sofferenze e l’attuale difficile situazione delle vittime della guerra civile. Questa l’iniziativa di un centinaio di cattolici provenienti da Colombo e Negombo che in questi giorni si sono recati a Mullivaikal, nel nord dello Sri Lanka. Qui, nel 2009 nelle fasi finali dello scontro tra forze governative e ribelli delle tigri tamil sono stati feriti e uccisi più di quarantamila civili. In quei luoghi pregni di significato e dolore, donne, bambini e anziani hanno deciso di svolgere gli esercizi spirituali in vista della Pasqua.
«La sofferenza delle vittime di guerra — ha affermato padre Jeewantha Pieris, che ha guidato la Via crucis — non è un volere di Dio. Non è stata colpa della sfortuna, della cattiva sorte o di altre ragioni. Questa sofferenza si è abbattuta su di loro a causa di un altro gruppo di persone che le volevano opprimere per denaro e potere. E ora la loro vita è nella sofferenza. Dobbiamo pregare per loro e lavorare insieme per la loro libertà».
Il percorso della processione, accompagnata da canti e inni per ricordare la passione di Cristo — riferisce l’agenzia AsiaNews — ha preso il via dal ponte di Wattuwakkal che porta alla laguna di Nandikadal. Sulle sponde di questo bacino circa trecentomila persone tentarono di trovare rifugio. Al contrario, migliaia di loro trovarono la morte, intrappolati nel fuoco incrociato.
I cattolici della capitale hanno anche deciso di tornare in questi luoghi il mese prossimo, durante la festività buddista di Wesak Pohoya, per portare sostegno ai tamil ed essere, ancora una volta, spiritualmente più vicini alla passione di Gesù Cristo.
L'Osservatore Romano, 14-15 aprile 2017