mercoledì 12 aprile 2017

Russia
Russia-Italia: patriarca Kirill riceve Mattarella, religione deve portare a pacificazione dei popoli (foto)
(a cura Redazione "Il sismografo")
Il fattore religioso deve portare alla pacificazione dei popoli: lo ha detto il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill nel corso dell’incontro con il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. “I russi hanno un atteggiamento molto positivo verso l’Italia e gli italiani e questa simpatia è nata non recentemente, ma dal 15mo secolo, quando gli zar invitarono architetti italiani a costruire le cattedrali del Cremlino”, ha ricordato il patriarca, secondo cui per i russi l’Italia è uno dei paesi preferiti, meta di vacanze e destinazione per conoscerne le peculiarità culturali. “La Chiesa ortodossa russa si estende non solo in Russia, ma anche in Ucraina, Moldova e Bielorussia, e in diversi ex paesi sovietici. La maggior parte dei cittadini sono fedeli della Chiesa ortodossa russa e ciò ha reso necessario l’istituzione delle parrocchie ortodosse in Italia”, ha detto ancora Kirill, rimarcando come ora ci siano più di 60 parrocchie.
“Il dialogo fra le confessioni religiose e il manifestare reciproco rispetto è di grande importanza, è un messaggio di grande significato”, ha proseguito Mattarella, secondo cui “il ruolo dei leader religiosi è molto importante nel mondo, e voi e papa Francesco siete due persone che ispirano fiducia e siete seguite molto dai credenti e non in tutto il mondo”. Il capo dello stato, infatti, ritiene che oggi quelle che “si sono smarrite oggi, in questo periodo, di fronte all’assalto del terrorismo, sono proprio le figure di riferimento”. Parlando di terrorismo, Mattarella ha ricordato “gli attentati di domenica scorsa in Egitto” che “hanno ulteriormente richiamato l’attenzione internazionale sulla condizione dei cristiani in Medio Oriente”. Il capo dello stato ha sottolineato la necessità di difendere i fedeli cristiani nella regione, un “compito che la comunità internazionale deve assumere in maniera determinata, perché si realizzi un’effettiva tutela di quelle comunità”. Emerge, secondo il presidente, “l’esigenza di far capire che la libertà religiosa sia un valore indispensabile nella convivenza umana e questo passa attraverso il rispetto reciproco”.
Mattarella ritiene, tuttavia, che “malgrado alcune difficoltà storiche” questo processo “si sta sviluppando fra le confessioni cristiane, ma occorre stimolarlo anche con le altre comunità religiose”, altrimenti si rischia di regalare ai terroristi “una matrice di lotta per la religione”. In questo contesto, ha detto il capo dello stato, tutti i cittadini europei sono uniti di fronte “alla preoccupazione per la situazione in Ucraina, dove la Chiesa ortodossa russa ha tanta parte di storia e influenza”, e permane la “speranza che le parti trovino la forza di tornare a stare insieme e pacificare i propri rapporti”. I leader religiosi, e le confessioni che loro guidano, afferma il presidente, infatti, “sono chiamati a ricucire della convivenza umana che in tanti posti del mondo è soggetta a lacerazioni”. In conclusione, Mattarella ha detto di essere grato, in qualità di capo dello stato, “alla Chiesa russa per la sua attività così preziosa in Italia”, ma anche “come europeo per quello che fa nel nostro continente richiamando i valori della dignità e della pace”.
fonte
foto quirinale.it