sabato 15 aprile 2017

L'Osservatore Romano
«In questa Pasqua, mentre proclamiamo insieme speranza e gioia nella risurrezione, prego affinché anche le nostre Chiese e la nostra gente possano unirsi insieme in un “ecumenismo d’azione” per portare l’amore di trasformazione e di servizio di Cristo al mondo»: è quanto afferma in una lettera, inviata a tutti i leader delle Chiese cristiane, Justin Welby, arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana. Welby ricorda che quest’anno la Pasqua si celebra nella stessa data in tutte le comunità cristiane nel mondo e «prima che ciò accada nuovamente occorrerà aspettare il 2025.
Quindi, in coro, sia in occidente che in oriente, in tutte le lingue, proclamiamo insieme che Cristo è risorto. Pasqua è la festa delle feste e il giorno di Pasqua è il giorno dei giorni. Gesù — aggiunge il primate anglicano — insegnò ai suoi discepoli a pregare “Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. Mentre cerchiamo di trasformare la vita dei più bisognosi facciamo la nostra parte nel riflettere il paradiso in terra. Quest’anno, ancora una volta, invito i cristiani a unirsi a me nella preghiera “Venga il tuo regno” nel periodo che va dall’Ascensione alla Pentecoste».
Nella lettera l’arcivescovo di Canterbury sottolinea che «quest’anno in cui i calendari orientale e occidentale coincidono abbiamo una particolare opportunità di testimoniare la nostra unità in Cristo nella preghiera per il mondo e per la diffusione del Vangelo». Il reverendo Welby ricorda inoltre che «i padri parlano del giorno del Signore come dell’“ottavo giorno”, un giorno senza fine, l’inizio di una nuova creazione e di eternità. Sant’Agostino ha osservato che, nel racconto della creazione nella Genesi, il settimo giorno non ebbe sera e quello che seguì fu eterno. L’“ottavo giorno” è il giorno in cui la vita non viene distrutta o tolta, ma è resa eterna».
Il primate anglicano conclude affermando che «sebbene il nostro calendario è diviso, siamo uniti nel nostro annuncio. La proclamazione della risurrezione di Cristo dai morti è un atto di unità dei cristiani e la testimonianza cristiana è qualcosa che noi proclamiamo non solo a Pasqua ma ogni domenica, durante tutto l’anno e per tutta la vita».
L'Osservatore Romano, 15-16 aprile 2017.