mercoledì 12 aprile 2017

Mondo
L’Oim denuncia una nuova tragedia dell’immigrazione. Venduti come schiavi
L'Osservatore Romano
Venduti come schiavi, come oggetti con un prezzo preciso. Il mondo moderno e la globalizzazione non sono riusciti a estirpare la piaga della schiavitù. Oggi, con il crescente fenomeno delle migrazioni di massa, i trafficanti di esseri umani stanno facendo affari d’oro vendendo persone, disperati in fuga da guerre, povertà e carestia, privi di tutto e il cui unico destino è quello di essere messi all’asta e comprati.
A lanciare l’allarme è l’organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim, legata all’Onu e con sede a Ginevra) secondo cui in Libia gruppi di migranti sono rapiti e venduti al mercato per somme che vanno dai duecento ai cinquecento dollari. Le vittime non hanno soldi per pagare la traversata del Mediterraneo e quindi sono assorbiti e usati dalle organizzazioni criminali. «Andate al mercato e potete comprare un migrante per qualche centinaio di dollari» ha dichiarato il capo missione dell’Oim in Libia Otham Belbeisi. «Dopo averla comprata, diventate a tutti gli effetti responsabile di quella persona. Alcuni riescono a fuggire, altri no e restano schiavi» ha spiegato Belbeisi.
Gli operatori dell’Oim hanno raccolto testimonianze scioccanti di migranti che hanno parlato dell’esistenza di una rete di migliaia di persone che gestiscono autentici mercati di schiavi. In un rapporto, l’Oim cita la terribile storia di un migrante del Senegal. Quest’uomo è stato prima costretto a pagare circa 320 dollari a un trafficante per compiere il viaggio dal Niger alla Libia. Dopo due giorni nel deserto, insieme ad altri, è arrivato a Sabha, nel sud-ovest della Libia. Qui l’autista del mezzo sul quale viaggiavano l’uomo e gli altri passeggeri ha detto di non esser stato pagato dai trafficanti e li ha portati in un mercato di schiavi, dove sono stati presi per essere venduti. Il mercato si trovava in un parcheggio ed era gestito da libici, nigeriani e ghanesi. Venduto, il senegalese è stato portato in diversi luoghi, delle specie di “prigioni” — questo il termine usato dall’Oim — nelle quali è stato torturato. Alla sua famiglia è stato chiesto un riscatto. Stando agli esperti, le “prigioni” sono case private adibite a detenere i migranti venduti o da vendere in condizioni drammatiche.
Sorte ben peggiore è quella delle donne, che diventato schiave sessuali. «La situazione è disastrosa. Sappiamo che i migranti che cadono nelle mani dei trafficanti sono soggetti a malnutrizione sistematica, ad abusi sessuali e anche alla morte» ha spiegato il direttore delle operazioni di urgenza dell’Oim, Mohammed Abdiker.
La denuncia dell’Oim risuona ancor più forte oggi, alla luce delle ultime notizie su una nuova tragedia: almeno due persone, una donna e una bambina di dieci anni, sono morte nel naufragio di un barcone con a bordo una trentina di migranti vicino all’isola di Alboran, fra il Marocco e la Spagna.
E proprio oggi la camera del parlamento italiano ha approvato in via definitiva il decreto legge Minniti in materia di immigrazione. I voti a favore sono stati 240, 176 i contrari, 12 gli astenuti.
L’Italia accede così al principio che per una categoria di persone, i migranti che chiedono la protezione internazionale, è possibile prevedere un diritto speciale.

L'Osservatore Romano, 12-13 aprile 2017