venerdì 14 aprile 2017

Italia
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Damiano Serpi - ©copyright) Ve ne siete accorti, ce ne siamo tutti accorti ? Proprio in questi ultimi giorni di preparazione alla Pasqua i venti di guerra nel mondo si son fatti via via più minacciosi. Stiamo, purtroppo, assistendo attoniti a una preoccupante escalation di violenze e a un troppo eccessivo e disinvolto uso delle armi. Quasi a voler tornare indietro a quella legge del taglione, a ogni nefandezza commessa si è risposto con l'uso robusto e spiccio delle bombe. Il tutto in una spirale che appare rafforzarsi sempre più. Un costante crescendo di minacce, di ritorsioni, di fucili spianati vicendevolmente. Basta un errore, un nonnulla e il mondo potrebbe trovarsi invischiato in qualcosa di tremendo per tutti. 
Non avevamo ancora realizzato bene ciò che era successo in Siria con l'uso di armi chimiche su bambini e civili inermi, che poche ore dopo le TV ci hanno fatto assistere in diretta mondovisione al momento topico del lancio di 59 missili da due navi militari statunitensi come rappresaglia per quel gesto criminale. Non avevamo ancora finito di asciugarci le lacrime per il sangue innocente di quasi 100 nostri fratelli copti uccisi all'interno di due chiese durante la domenica delle palme, che ieri abbiamo dovuto assistere, quasi in diretta, allo scoppio della "madre di tutte le bombe" lanciata dagli Stati Uniti contro il territorio afghano per colpire al cuore i tunnel sotterranei da dove si ipotizza che l'Isis gestisca i suoi affari di morte. Non avevamo ancora finito di assistere al disarmante scontro, persino personale, tra i rappresentanti delle nazioni al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, convocato per parlare della situazione siriana, che abbiamo dovuto registrare l'innalzarsi preoccupante dei toni di guerra tra la Corea del Nord e un Presidente Trump, ormai forse definitivamente intenzionato a risolvere ciò che crede debba esserlo con la supremazia del proprio arsenale bellico.
Ma non avevamo già vissuto tutto questo ? Non avevamo promesso di non consentire più alla guerra di dominare ognuno di noi ? Cosa penserà di noi quel povero Cristo che oggi, carico della Croce, sale ancora una volta quel Calvario per salvarci dai peccati e per ricordarci, come fa instancabilmente da oltre ultimi duemila anni, che lui è per la pace e non per la guerra ? Possibile che, soprattutto noi cristiani, non abbiamo ancora capito quel messaggio alla base del suo immenso sacrificio ? Quanta ipocrisia e falsità dovrà ancora sopportare di noi quel Gesù Cristo a cui abbiamo promesso fede e lealtà per poi tradirlo ancora una volta seguendo il richiamo della violenza, della forza bruta, della vanità e del potere a tutti i costi ? Quanti innocenti devono ancora morire in croce come il Messia per capire che la morte non può trionfare sulla vita, mai ? Cosa possiamo dire oggi noi, nuovi ladroni crocefissi per nostra stessa colpa affianco ad un Cristo innocente, per farci perdonare tutto questo ?
Che tristezza e che dolore al cuore vedere arrivare questa Pasqua in un mondo che sembra nuovamente ricercare solo la predominanza della forza su tutto il resto. Che tristezza vedere la nostra società doversi scambiare gli auguri per una "serena Pasqua del Signore" tra il prolificarsi di minaccie, di oscuri presagi di guerra, di sete di violenza e di quel cieco bisogno di odio tra fratelli che sembra averci travolto tutti.  Oggi gli altari di ogni Chiesa sono completamente spogli di tutto perché oggi Gesù muore per noi e per colpa nostra. Così oggi dovrebbe essere anche l'animo di ognuno di noi perché, tolti i lustri e tutto ciò che può distrarci, si possa meditare meglio su ciò che è davvero importante. Oggi Gesù muore, ma il Padre ha promesso che lo resusciterà dalla morte. Dio è stato di parola, lui lo è sempre. Noi lo siamo stati quando abbiamo promesso di seguire i suoi comandamenti e l'insegnamento di suo Figlio ? Gesù, come ci ha detto anche Papà Francesco, non ci delude mai, ma noi ? Noi quanto lo deludiamo ? La pace e la guerra non sono solo un affare di chi ha il potere sulle nazioni, non possiamo lavarcene le mani come tra qualche ora farà Pilato prima di consegnare Gesù ai suoi carnefici dicendo "è affar vostro, non mio". La pace e la guerra sono ciò che deriva, anche nel nostro piccolo quotidiano, dal comportamento di ognuno di noi. Stasera, mentre guarderemo la Via Cricis dal Colosseo presieduta da Papa Francesco, ascoltiamo bene le riflessioni proposte e, poi, prendiamoci qualche minuto soltanto per chiediarci se abbiamo sempre lavorato per la pace o se anche noi ci siamo fatti travolgere dai tanti venti di guerra e odio.