mercoledì 12 aprile 2017

Italia
Rifugiati, aumentano gli ostacoli per accedere alla protezione
Avvenire
(Luca Liverani) La strada per il diritto di asilo è costellata di troppi ostacoli. Dopo il deserto e dopo il mare, i migranti forzati devono affrontare burocrazia, frammentazione dell' accoglienza e - tra non molto - anche un unico e inappellabile grado di giudizio. A constatarlo è il Centro Astalli alla presentazione del Rapporto annuale 2017 , illustrato ieri mentre alla Camera si votava la fiducia sul decreto legge Minniti-Orlando, criticato per la cancellazione del ricorso. Con padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli - sede italiana del Jesuit refugee service - ci sono il segretario della Cei monsignor Nunzio Galantino, la presidente della camera Laura Boldrini, l' ex commissario europeo Emma Bonino.
Padre Ripamonti ricorda che rifugiati e richiedenti asilo nel mondo sono 65 milioni. In Europa nel 2016 ne sono arrivati via mare 362.376, un terzo del milione e 15.078 del 2015. Di questi, 181.436 in Italia, tra loro 25.772 i minori non accompagnati. Il Centro Astalli nelle sue diverse sedi (Roma, Catania Palermo, Grumo Nevano-Napoli, Vicenza, Padova e Trento) ha aiutato 30 mila persone, grazie a 634 volontari, 20 giovani del servizio civile, 100 operatori. Circa 60 mila i pasti serviti. Spesi 3 milioni e 100 mila euro solo a Roma, grazie a donatori privati, 8 per mille Cei, Migrantes, Fondazione Bnl e Segretariato sociale Rai. 
Padre Ripamonti parla dell' accordo con la Turchia che da un anno blocca l' ingresso dei siriani: «È stato più volte proposto come modello per analoghi accordi con i Paesi dell' Africa, inclusa la Libia. Questo è un grave motivo di preoccupazione ». Critiche anche sul decreto Minniti: «Con altri enti abbiamo pubblicamente espresso la nostra preoccupazione, i muri si costruiscono con cemento e filo spinato ma si possono erigere anche con le norme: temiamo che proprio questo stia avvenendo in Italia ». E il centro Astalli ieri era al sit in di protesta davanti a Montecitorio assieme a diverse realtà che si occupano di immigrazione: A Buon Diritto, Antigone, Arci, Acli, Asgi, Baobab Experience, Cgil Cisl e Uil, Libera. 
«Per una multa tre gradi di giudizio - è stato detto - per la concessione dell' asilo solo uno». Troppi ostacoli dunque. «Mai come quest' anno - dice padre Ripamonti - abbiamo notato che procedure collaudate non sono più del tutto adeguate, le eccezioni diventano la regola ». Urgente «ridurre rapidamente il gap tra grandi Centri di accoglienza straordinaria, Cas, e accoglienza diffusa dei centri Sprar. Ma soprattutto uscire dall' opposizione passiva contro l' accoglienza nei territori». Servono dunque «più investimenti per l' integrazione». 
Ma prima di tutto «cambiare con urgenza la narrazione sui rifugiati». Monsignor Galantino dice che «la Turchia è un esempio chiaro di subappalto della mobilità umana». Per il segretario Cei bisognerebbe valutare «la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario anche per i numerosi "diniegati" che nei prossimi mesi saranno 40 mila. L' irregolarità genera sfruttamento mentre è fondamentale ripartire dalla legalità». E ricorda gli oltre 23 mila richiedenti asilo e rifugiati ospitati a giugno 2016 nelle strutture ecclesiali. Poi aggiunge: «C' è chi dagli inevitabili problemi che comporta l' immigrazione cerca di lucrare consensi; niente di più penoso. Non possiamo non riconoscere la nostra responsabilità: di chi ha violato la terra di altri, ha sfruttato persone e terre, ha impoverito, venduto armi e lucrato sulla guerra». 
Laura Boldrini ha ricordato quanto detto ieri dal Capo della polizia: calo costante di furti, rapine e omicidi: «L' Italia non è il Far West. Ma è difficile parlare di immigrazione su basi reali ». Le istituzioni italiane «stanno facendo il possibile per salvare le vite in mare, poi però qual è il livello di accoglienza e integrazione? Il ministro Minniti dice che l' accoglienza ha un limite nella capacità di integrazione, che ha bisogno di stanziamenti e politiche di inclusione. La Germania per gli anni 2016/2020 ha investito oltre 93 miliardi, l' Italia nel triennio 2017/2019 8». È Emma Bonino a ricordare che «se c' è un tema in cui interessi nazionali e valori coincidono è l' immigrazione. Tutte le ricerche ci dicono che per l' equilibrio tra lavoro e pensioni servirebbero 160 mila ingressi annuali».