mercoledì 12 aprile 2017

(Cecilia Gentile) Il rapporto del servizio dei Gesuiti: soprattutto africane Quindicimila i richiedenti asilo assistiti in un anno - Erano l' 8 per cento nel 2015, sono diventate il 33 nel 2016. Cresce il numero delle donne profughe che si rivolgono all' ambulatorio del Centro Astalli, il servizio per i rifugiati dei Gesuiti. E aumenta anche la percentuale di quelle che chiedono aiuto al suo servizio legale: dal 20% nel 2012 al 45% nel 2016.
I due indicatori, sottolineati ieri durante la presentazione del dossier 2017 del Centro al Teatro Argentina, confermano quanto sia in crescita il numero delle donne in fuga dai loro paesi.«Si tratta di un flusso relativamente nuovo - spiega Donatella Parisi, responsabile comunicazione - Queste donne scappano dalla Costa d' Avorio, dalla Guinea, dalla Nigeria. Per esempio sono infermiere, studentesse universitarie, che si sono esposte contro la sharia, spesso vittime di violenza e di tortura». Loro sono tra le nuove pazienti dell' ambulatorio del Centro Astalli, dove è stata incrementata la presenza di mediatrici culturali e dove per le visite ginecologiche ci sono solo dottoresse. «Le donne musulmane - racconta Parisi - sono spaventate. La presenza di una mediatrice proveniente dal loro stesso paese le tranquillizza, tendono a tornare». Più che mai necessario si rivela adesso il servizio delle cure mediche. I migranti infatti non hanno più diritto all' esenzione dal ticket, quindi si rivolgono allo sportello farmaceutico del centro. Al servizio legale chiedono soprattutto assistenza per presentare ricorso di fronte al diniego del diritto d' asilo. «La certificazione di essere state vittime di violenze e torture non dà necessariamente un esito positivo, da qui i ricorsi», racconta Parisi. Nel 2016 si sono rivolte al Centro Astalli anche 30 donne cinesi scappate perché di religione cristiana evangelica. «Rimane necessario aprire la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario anche per i numerosi dinieghi, stimati nei prossimi mesi in 40mila, per evitare la situazione di irregolarità per molte persone», ha sottolineato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei. Il Centro Astalli nell' anno appena trascorso ha risposto ai bisogni di 30mila persone, la metà a Roma. «Le nostre strutture di accoglienza hanno ospitato poco più di 900 profughi, di cui 234 a Roma», ha spiegato il presidente, padre Camillo Ripamonti. I pasti distribuiti alla mensa di via degli Astalli sono stati 60mila, 220 al giorno, e circa 90 le colazioni offerte quotidianamente. «Un numero che negli ultimi due anni ha registrato una leggera flessione, il timore è che questa diminuzione vada letta come una maggiore difficoltà dei servizi di raggiungere chi ne avrebbe bisogno », dice Ripamonti. «Mi auguro che questa legislatura non termini prima dell' approvazione della legge sullo "Ius soli"», ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini.