mercoledì 5 aprile 2017

Europa
Migranti, 655 morti nel 2017. Si teme un anno da record
Avvenire
(Daniela Fassini) «È notte fonda. Il mare è agitato e abbiamo tutti molto freddo. Sono già nove ore che siamo in piedi. Il nostro gommone è sballottato dalle onde». Inizia così il racconto drammatico di una donna nigeriana soccorsa in mare poche ore fa dalla Ong Sos Mediterranee. Ha voluto rimanere anonima, perchè ha paura di ritorsioni. Ha paura che qualcuno la riconosca. Racconta delle violenze subite in Libia, di come è stata costretta ad imbarcarsi, col mare in tempesta, su un gommone di 3 metri per 8 insieme ad altre 100 persone. Di come i trafficanti hanno sparato e ucciso chi si rifiutava di imbarcarsi.
Di come si può morire in mezzo al mare, cercando di raggiungere l' Europa. «Uno dei galleggianti al centro del gommone è scoppiato già un' ora fa. - prosegue - Stiamo imbarcando acqua. Avevamo sette taniche di carbu- rante. La maggior parte si è rovesciata nell' acqua di mare sul fondo del gommone, ai nostri piedi». L' odore del carburante è asfissiante. Disorientati, storditi dai fumi e impauriti dall' acqua che cresce, il gommone continua a solcare le onde del mare in tempesta. 
«Sono sul punto di lasciarmi andare - prosegue la nigeriana anonima - quando vedo le luci di una nave di soccorso. 'Mantenete la calma!' è la prima cosa che ci urlano i soccorritori in inglese, francese ed arabo». Qualcuno dal gommone grida che c' è una donna, a terra, che non si muove più. È immersa col viso e parte del corpo nell' acqua di mare mista a benzina. I soccorritori la sollevano e la portano velocemente sulla nave. «Abbiamo tutti delle bruciature sulle gambe e sulle caviglie - prosegue la migrante - Non so per quanto tempo quella donna sia rimasta riversa in quella pericolosa miscela». 
I migranti salgono sulla nave più grande. Ora sono al sicuro. Sul ponte della nave c' è il corpo della donna. I medici tentano di rianimarla, ma è troppo tardi. Non ce l' ha fatta. «Voglio che il mondo sappia quello che sta succedendo in Libia - prosegue - della detenzione nei centri, delle violenze e delle condizioni orribili di quei gommoni sovraffollati in cui siamo costretti a salire. Ma più di tutto, voglio dire ai miei connazionali in Nigeria 'Non venite. La Libia è l' inferno in terra'». 
Finisce così il racconto della nigeriana. Con un appello a non partire. Ma chi vuol fuggire dalla guerra e dalla fame non sa quanto sarà duro e pericoloso il lungo viaggio. Viaggi che non si fermano. Anzi, aumentano. In Italia, il numero degli sbarchi dall' inizio del 2017 si avvicina alla soglia dei 25mila, il 25% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, conferma Flavio Di Giacomo, portavoce di Oim Italia. 
È molto alto anche il numero di chi non ce l' ha fatta: 655 i migranti morti in mare da inizio anno, la maggior parte lungo la rotta che collega il Nord Africa con l' Italia. Se le tendenze degli arrivi persistono, quelli totali per l' intero 2017 potrebbero superare i 200.000. Mai così tanti, dall' inizio dell' emergenza in corso.