martedì 11 aprile 2017

Europa
La Comece sull’iniziativa dell’Ue di creare un Corpo europeo di solidarietà. Idee buone impegni concreti
L'Osservatore Romano
Risorse e volontari: è quanto serve per rendere effettiva l’idea di creare un “Corpo europeo di solidarietà”, iniziativa dell’Unione europea con la quale si vogliono offrire ai giovani opportunità di volontariato nel proprio paese o all’estero ma in Europa. Secondo la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), il progetto è buono, ma occorre dotarlo, «rapidamente», di «un proprio canale di risorse e sviluppare una più ampia strategia in materia di volontariato».
L’organismo episcopale sta seguendo in questi giorni la definizione della proposta lanciata dalla Commissione europea nel dicembre del 2016, alla quale hanno già aderito oltre ventiquattromila giovani tra i 18 e i 30 anni. La Comece ha preso parte alla consultazione pubblica che si è da poco conclusa, e ha offerto cinque indicazioni: perché il Corpo europeo di solidarietà funzioni, occorre individuare chiari obiettivi; sono necessari «finanziamenti aggiuntivi e una base giuridica distinta» rispetto agli «altri programmi di scambio e di volontariato già esistenti»; è opportuno inserire l’iniziativa in una «strategia più ampia sul volontariato»; occorre vigilare affinché il volontariato non venga trasformato in «lavoro non pagato»; l’accesso ai finanziamenti dovrà essere semplice, in modo che anche le organizzazioni più piccole possano partecipare al programma.
La Commissione degli episcopati della Comunità europea parteciperà oggi, a Bruxelles, al Forum con le associazioni della gioventù e della società civile interessate alla ulteriore definizione di questa lodevole iniziativa.

L'Osservatore Romano, 11-12 aprile 2017