mercoledì 19 aprile 2017

Colombia
La Colombia vuole voltare pagina. Perdono e riconciliazione
L'Osservatore Romano
«Abbiamo bisogno di sentire che la risurrezione del Signore Gesù ci porta al perdono e alla riconciliazione. Senza questo la vita dei cristiani qui non ha senso e non ha senso nemmeno l’accordo tra il governo e la guerriglia delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Abbiamo il bisogno di sentire che la riconciliazione è una realtà della nostra vita». Parole di padre Darío Echeverri Gonzales, segretario generale della Comisión de Conciliación Nacional, il quale sottolinea come, dopo gli accordi di pace del novembre scorso tra il governo e le Farc, quello che scaturisce dalla Pasqua sia il clima ideale per consentire alla Colombia di voltare pagina rispetto alla violenza che per decenni ha insanguinato il paese latinoamericano.
È un processo, quello della riconciliazione, che necessita di tempo per essere calato nella realtà quotidiana e che senz’altro sarà favorito dall’attesa visita del Pontefice, prevista per settembre prossimo. «Il Papa — ha detto il sacerdote a Radio vaticana — può parlare con i colombiani, nella nostra lingua, può guardarci negli occhi, perché lui conosce molto bene la nostra realtà, può chiamare tutti i colombiani a essere fratelli, per la costruzione di una pace stabile e duratura».

Padre Echeverri Gonzales ricorda le enormi difficoltà emerse nel corso dei quattro anni di trattative tra governo e guerriglieri e gli sforzi messi in campo dall’episcopato per giungere comunque a una soluzione che fermasse lo spargimento di sangue. In mezzo secolo, infatti, il conflitto colombiano ha causato oltre 250.000 morti, 60.000 dispersi e circa nove milioni di sfollati interni. «Penso — afferma ancora il sacerdote — che per una riconciliazione vera, ci sia bisogno della verità e anche di mettere nell’accordo altri gruppi della società. Tante gente, forse una maggioranza di colombiani, non era d’accordo con queste trattative. La Chiesa allora ha esortato ad avvicinarsi, a dare ognuno il meglio di sé perché la Colombia possa essere in pace e riconciliata».
L'Osservatore Romano, 19-20 aprile 2017