venerdì 21 aprile 2017

Brasile
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) Almeno 10 persone sono state uccise ieri in un insediamento del comune di Colniza, a 1065 km di Cuiabá, vicino Guariba, in un tratto chiamato Nord Taquaruçu. Tra i morti sono anche anziani e bambini. Secondo l'Ufficio di Pubblica Sicurezza del Mato Grosso, il massacro è stato opera di un gruppo di "incappucciati". La stampa locale informa che in queste ore il governo del Mato Grosso ha inviato l'Esercito e la Polizia civile a Colniza, un luogo di difficile accesso ragion per cui, tra l'altro, la tragica notizia si è conosciuta solo in queste ultime ore.

Secondo la Commissione Pastorale della Terra (CPT), si tratta di una nuova strage di poveri contadini come accade, purtroppo, d'anni in questa e in altre regioni del Brasile.  I responsabili delle grandi aziende della regione organizzano, finanziano e comandano delle vere reti di killer allo scopo di spaventare, intimidire e se necessario far scomparire piccoli produttori o contadini. Per loro la cosa importante è impadronirsi delle terre e operare nella massima impunità.   
Nel Rapporto CPT "I conflitti nella campagna del Brasile 2016", pubblicato lo scorso 17 marzo, si rivela che il Brasile si sono registrati 1536 conflitti legati alla terra, al lavoro e all'acqua (26,2% in più rispetto al 2015). Le uccisioni sono aumentate da 50 nel 2015 a 61 nel 2016, con un incremento del 22%.
In questi giorni tra l'altro si ricordava la strage di "Eldorado dos Carajás" (17 aprile 1996) in cui furono uccisi 19 contadini senza terra.