mercoledì 15 marzo 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
"Chi, per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari, chiude fabbriche, chiude imprese lavorative e toglie il lavoro agli uomini, compie un peccato gravissimo."
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Sono lieto di accogliere i partecipanti al Convegno promosso dal Movimento dei Focolari in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione e li esorto a testimoniare la bellezza delle famiglie nuove, guidate dalla pace e dall’amore di Cristo. Andate avanti così! Saluto l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini di Napoli, accompagnati dal Cardinale Crescenzio Sepe; i membri dell’Associazione culturale cristiana italo-ucraina; l’orchestra giovanile di Laureana di Borrello; il coro dell’Unione cattolica artisti di Benevento e i membri del Gruppo Granarolo. Auguro a ciascuno che questo incontro ravvivi la comunione con il ministero universale del Successore di Pietro.
Un pensiero speciale rivolgo ai lavoratori di “Sky Italia”, ed auspico che la loro situazione lavorativa possa trovare una rapida soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie. Il lavoro ci dà dignità, e i responsabili dei popoli, i governanti hanno l’obbligo di fare di tutto perché ogni uomo e ogni donna possano lavorare e così avere la fronte alta, guardare in faccia gli altri, con dignità. Chi, per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari, chiude fabbriche, chiude imprese lavorative e toglie il lavoro agli uomini, compie un peccato gravissimo.
Un saluto infine ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Il tempo liturgico della Quaresima favorisca il riavvicinamento a Dio: digiunate non solo dai pasti, ma soprattutto dalle cattive abitudini, cari giovani, per acquisire maggiore padronanza su voi stessi; la preghiera sia per voi, cari ammalati, il mezzo per sentire Dio vicino particolarmente nella sofferenza; l’esercizio delle opere di misericordia aiuti voi, cari sposi novelli, a vivere la vostra esistenza coniugale aprendola alle necessità dei fratelli.