lunedì 20 marzo 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze
*** Comunicato della Sala Stampa: Udienza al Presidente della Repubblica di Rwanda
[Text: Italiano, English]
 
Oggi, lunedì 20 marzo, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, Sua Eccellenza il Sig. Paul Kagame, Presidente della Repubblica di Rwanda. Successivamente, il Presidente ha incontrato l’Em.mo Segretario di Stato, Card. Pietro Parolin, il quale era accompagnato dall’Ecc.mo Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Mons. Paul Richard Gallagher.
Durante i cordiali colloqui sono state ricordate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Rwanda. Si è apprezzato il notevole cammino di ripresa per la stabilizzazione sociale, politica ed economica del Paese. È stata rilevata la collaborazione tra lo Stato e la Chiesa locale nell'opera di riconciliazione nazionale e di consolidamento della pace a beneficio dell’intera Nazione.
In tale contesto il Papa ha manifestato il profondo dolore suo, della Santa Sede e della Chiesa per il genocidio contro i Tutsi, ha espresso solidarietà alle vittime e a quanti continuano a soffrire le conseguenze di quei tragici avvenimenti e, in linea con il gesto compiuto da San Giovanni Paolo II durante il Grande Giubileo del 2000, ha rinnovato l'implorazione di perdono a Dio per i peccati e le mancanze della Chiesa e dei suoi membri, tra i quali sacerdoti, religiosi e religiose che hanno ceduto all'odio e alla violenza, tradendo la propria missione evangelica.
*** Pellegrinaggio di Sua Santità Francesco al Santuario di Nostra Signora di Fatima in occasione del centenario delle Apparizioni della Beata Vergine Maria alla Cova da Iria (12-13 maggio 2017)
Programma
*** Santa Marta. Omelia del Papa
Nella solennità liturgica di san Giuseppe — quest’anno posticipata di un giorno per la concomitanza con la terza domenica di Quaresima — Papa Francesco ha celebrato la messa a Santa Marta, lunedì 20 marzo, soffermandosi proprio sulla figura del santo patrono della Chiesa universale. In lui il Pontefice ha indicato il modello di «uomo giusto», di «uomo capace di sognare», di «custodire» e «portare avanti» il «sogno di Dio» sull’uomo. Per questo lo ha proposto come esempio per tutti e in particolar modo per i giovani, ai quali Giuseppe insegna a non perdere mai «la capacità di sognare, di rischiare» e di assumersi «compiti difficili».
E tanti sogni per il loro futuro avevano sicuramente le tredici studentesse che proprio un anno fa morirono in un incidente stradale in Catalogna mentre partecipavano al programma di studi Erasmus. Per loro il Pontefice ha voluto espressamente offrire la celebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato anche i familiari delle sette ragazze italiane morte nello schianto del bus.
La meditazione di Francesco ha preso spunto dalla liturgia della parola che parla di «discendenza, eredità, paternità, filiazione, stabilità»: tutte espressioni, ha fatto notare, «che sono un promessa ma poi si concentrano in un uomo, in un uomo che non parla, non dice una sola parola, un uomo del quale si dice che era giusto, soltanto. E poi un uomo che noi vediamo che agisce come un uomo obbediente». Giuseppe, appunto.

L'Osservatore Romano