martedì 14 marzo 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
(LB - FG) I 1.461 del pontificato di Jorge Mario Bergoglio, amplificati ieri dalla stampa mondiale con centinaia di articoli, analisi e commenti in tutte le lingue, hanno dominato in maniera singolare e inedita il panorama mediatico internazionale. Sorprende quanto questo Papa - il suo stile e la sua gestualità, il suo modo di esercitare il ministero petrino e il suo modo di annunciare le verità del Vangelo - abbia inciso profondamente, in così poco tempo, in una parte sterminata dell'umanità che, tra l'altro, supera ampiamente i confini del cattolicesimo e del cristianesimo. Anche molti dei suoi più accaniti critici hanno sottolineato non pochi apprezzamenti, riconoscendo a Francesco talenti e pregi mai visti in nessun altro pontificato.
Ieri, nel programma condotto da Gennaro Ferrara "Il Diario di Papa Francesco” (Tv2000) l’ex direttore de La Civiltà Cattolica, il gesuita Bartolomeo Sorge ha proposto un’analisi del pontificato che riassume molto bene quanto si può leggere nella stragrande maggioranza degli articoli di stampa ricordati. P. Sorge ha detto, citiamo a memoria, che Papa Francesco ha saputo proporre ai cristiani, e agli uomini e donne di questo mondo e del nostro tempo, “lo sguardo che Dio ha dell’uomo e non il contrario”. Una specie di capovolgimento copernicano che ha avvicinato l’uomo al suo Dio dal quale per molto tempo lo hanno allontanato ottiche opposte. La misericordia stessa, ormai espressione inseparabile dal pontificato, non è altro che il punto più alto e toccante di questo sguardo di Dio. Lui è la Misericordia e nulla in lui è diverso da questa sua Misericordia. Ecco dunque il nocciolo dei quattro anni del papato di Francesco. E p. Sorge, in poche parole, ha proposto con efficacia mediatica un'ottica molto interessante e da non sottovalutare.
Il 16 febbraio 2016, davanti alla Madonna di Guadalupe in Messico, nella sua allocuzione ai vescovi del Paese, Papa Francesco sottolineò: “Anzitutto, la Vergine Morenita ci insegna che l’unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini è la tenerezza di Dio. Ciò che incanta e attrae, ciò che piega e vince, ciò che apre e scioglie dalle catene non è la forza degli strumenti o la durezza della legge, bensì la debolezza onnipotente dell’amore divino, che è la forza irresistibile della sua dolcezza e la promessa irreversibile della sua misericordia.”