giovedì 16 marzo 2017

La Stampa
(Andrea Tornielli) A quattro anni da quel «buonasera» con il quale si presentò dalla loggia di San Pietro Papa Bergoglio continua a richiamare all' accoglienza, alla misericordia e si prepara ad affrontare un' impegnativa agenda di viaggi con mete quali l' Egitto, la Colombia, l' India, il Bangladesh e il Sud Sudan. In Vaticano il cantiere delle riforme chieste a gran voce dai cardinali nelle congregazioni pre-conclave, rimane aperto. Molti si domandano: ce la farà Francesco? Alcuni, ragionando nell' ottica dei business-plan aziendali, prevedono di no.
Lo scorso dicembre, parlando alla Curia, il Papa ha elencato tutti i «passi compiuti» nelle riforme, elencandone 19. Ben 9 riforme riguardano le strutture economico-finanziarie, 6 le strutture curiali, 2 la lotta alla pedofilia. Trasparenza finanziaria Lo Ior, la «banca vaticana», è stata risanata e i correntisti vagliati. Per razionalizzare le spese e gli appalti è stata creata la Segreteria per l' Economia che avrebbe inizialmente dovuto sia gestire parte del patrimonio dell' Apsa sia controllare la correttezza della sua stessa gestione. Negli anni sono stati applicati dei correttivi per far tornare separati chi gestisce e chi controlla, e i poteri della Segreteria sono stati ridimensionati. È stata anche ridimensionato da Francesco il sogno di chi voleva trasformare lo Ior in una banca d' affari. Nella fase iniziale delle riforme si sono sprecati gli incarichi a società di consulenza internazionali McKinsey, Promontory, Erns Young, Kpmg. Oltretevere si sono registrati malumori per il modo con cui il cardinale prefetto per l' Economia George Pell ha agito, presentandosi come il «manager della Santa Sede». E nelle prime fasi ogni obiezione di metodo è stata frettolosamente bollata come «resistenze alla riforma». Una Curia più snella Più lento appare il percorso di riforma delle congregazioni e degli uffici curiali. Per snellire senza licenziare si è provveduto ad accorpare, facendo nascere due nuovi grandi dicasteri al posto dei sette precedenti: uno per i «Laici, la famiglia e la vita», e un altro «per il Servizio dello Sviluppo umano integrale». Intanto è attesa per Pasqua la nascita del nuovo portale web unico per tutti i media vaticani, unificati nella Segreteria per la comunicazione. Tra le decisioni più dolorose e discusse, la fine delle trasmissioni in onde corte di Radio Vaticana in Africa, da sostituire con speciali tecnologie semplificate per gli smartphone. Le piccole vittime Deciso a continuare nella linea intrapresa da Benedetto XVI per contrastare i crimini della pedofilia, Papa Bergoglio ha istituito la Commissione per la Tutela dei Minori, perché offra indicazioni e suggerimenti. Ha poi stabilito l' imputabilità per i vescovi negligenti che non siano intervenuti per impedire ai preti pedofili di nuocere ancora. Già due ex vittime hanno però lasciato la commissione. L' ultima, Marie Collins, l' ha fatto in polemica con alcuni atteggiamenti della Curia denunciando mancanza di collaborazione. Processi per la nullità La riforma che più ha toccato la vita della gente comune riguarda i processi di nullità matrimoniale, che il Papa ha voluto rendere più snelli, più celeri, gratuiti e più accessibili, permettendo ad ogni vescovo di istituire un proprio tribunale. Inoltre, con l' esortazione Amoris laetitia, che muove un passo verso divorziati risposati e conviventi, Francesco chiede più accoglienza e accompagnamento. Il documento ha provocato un dibattito ancora aperto dopo la presentazione dei famosi «dubia» di quattro cardinali. Malumori e slogan La resistenza al Papa si è fatta agguerrita e ben organizzata, soprattutto sul web, dove si leggono aspre critiche verso le parole di Francesco sui poveri, i migranti, l' accoglienza e la misericordia. D' altra parte anche tra i convinti sostenitori del Pontefice fuori e dentro il Vaticano non si è evitato il rischio di ridurre il suo messaggio a slogan, quasi che il Papa fosse un brand da utilizzare per risollevare l' immagine della Chiesa. «Quando vengo idealizzato mi sento aggredito», ripete Bergoglio. Il popolo dei fedeli e anche molti dei «lontani», poco o nulla interessati a certi dibattiti autoreferenziali, continua intanto a guardare con interesse e simpatia alla testimonianza di Francesco.