venerdì 17 marzo 2017

Regno Unito
Linee guida della Church of England. Contro abusi e violenze
L'Osservatore Romano
Le comunità cristiane devono essere avvertite come luoghi sicuri, dove le vittime di violenza domestica vengono prese in carico seriamente, credute e rispettate, e dove i responsabili degli abusi, presunti o certi che siano, vengono messi davanti alle loro azioni. Questo, in sintesi, l’obiettivo di un nuovo documento della Church of England che rivede e aggiorna le precedenti linee guida sullo stesso argomento pubblicate nel 2006.
La camera dei vescovi anglicani, una delle tre assemblee che forma il sinodo generale, chiede, con il nuovo documento, che dipendenti e volontari che lavorano a stretto contatto con bambini, giovani e adulti vulnerabili seguano speciali corsi di formazione e preparazione che li mettano in grado di affrontare nel modo più appropriato situazioni di violenza domestica, individuando i responsabili e aiutando le vittime. Attacchi e maltrattamenti tra le quattro mura domestiche saranno anche oggetto di seminari e discussioni di approfondimento, corsi di preparazione al matrimonio e incontro dei gruppi giovanili. Chi si occupa di violenza domestica all’interno della Church of England dovrà anche collaborare con rappresentanti dello stato britannico impegnati in questo ambito e con le associazioni di settore.
Un secondo documento, sempre curato dai presuli anglicani, e intitolato «Promoting a safer Church», ovvero «Promuovere una Chiesa più sicura», impegna vescovi, sacerdoti, arcidiaconi, lettori, laici e altro personale impegnato nelle realtà ecclesiali a rispettare le linee guida in materia di violenza domestica. Il vescovo anglicano di Bath e Wells, Peter Hancock, da molti anni in prima linea a difesa delle vittime ha sottolineato che «la Church of England è impegnata e coinvolta a sostenere quanti hanno subito abusi e che sono attualmente coinvolti in vari processi». Il vescovo ha ricordato che «gli abusi, in tutte le sue forme, sono contrari alla volontà di Dio e sono un affronto alla dignità umana. Tutti devono fare la loro parte per prevenire o fermare questo fenomeno. Questo — ha concluso — è dimostrato dal forte impegno della Church of England volta a fermare ogni abuso».
L'Osservatore Romano, 16-17 marzo 2017