sabato 18 marzo 2017

ONU
La schiavitù nel terzo millennio è una piaga sempre più difficile da gestire, molto ramificata e che “infetta” oltre cento paesi in tutto il mondo. Questo il bilancio tracciato dalle Nazioni Unite e reso pubblico ieri, nel corso di un incontro al palazzo di vetro al quale ha preso parte il segretario generale António Guterres. Questi ha sottolineato come il traffico e lo sfruttamento degli esseri umani «non sia un ricordo del passato, bensì una realtà presente in più di cento paesi e con una rete di fatto globale».I dati mostrano «una vera e propria schiavitù come quella praticata con il lavoro forzato nei territori controllati dai jihadisti». Per Guterres occorre un lavoro importante per prevenire e punire il traffico di esseri umani, a partire dal rafforzamento della cooperazione internazionale in questo campo.
Una linea ribadita anche dal rappresentante permanente dell’Italia all’Onu, Sebastiano Cardi, che ha ricordato come Roma, componente per il 2107 del Consiglio di sicurezza, stia lavorando affinché ci sia un interessamento costante alla piaga del traffico di esseri umani e affinché l’argomento sia trattato come una priorità. L’Italia — ha spiegato Cardi — crede che il traffico di esseri umani, particolarmente nelle situazioni di conflitto, richieda un approccio nuovo.
A livello internazionale, una risposta concertata è urgente. L’Onu guarda con fiducia alla Conferenza sulla Convenzione di Palermo (contro la criminalità organizzata transnazionale) che si svolgerà a New York in giugno.
Allo stesso tempo — sottolineano gli analisti — com’è emerso ieri durante l’incontro al palazzo di vetro, le giurisdizioni nazionali hanno la responsabilità primaria di prevedere sanzioni per i reati connessi al traffico e allo sfruttamento di esseri umani e assicurare che i responsabili siano perseguiti. È poi necessario intraprendere azioni di sostegno a favore delle vittime, con particolare riguardo alle donne e ai bambini. Le donne rappresentano oltre la metà delle vittime della tratta a livello globale e i bambini sono particolarmente esposti allo sfruttamento.
L'Osservatore Romano, 17-18 marzo 2017.