mercoledì 15 marzo 2017

Italia
Su Tv 2000 ritorna l'esplorazione del nostro Universo con "C'è Spazio"
(a cura redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano - ©copyright) Dopo il successo della prima edizione Letizia Davoli ritorna sugli schermi di Tv 2000 con il suo programma "C'è Spazio". Dal 16 marzo al 6 aprile, ogni giovedì alle ore 21.05, la conduttrice di Tv2000, astronoma oltre che giornalista, continuerà a esplorare gli angoli più remoti e i misteri più affascinanti dell'Universo con l'aiuto di ospiti di alto livello
Temi come quello dell'esplorazione spaziale, la vita extraterrestre e i viaggi interstellari incuriosiscono e conquistano sempre di più il pubblico e così, proprio prendendo spunto da Star Trek, il programma farà luce sulle ultime frontiere della scienza e dello sviluppo tecnologico insieme ai protagonisti e alle eccellenze della ricerca scientifica nazionale e internazionale.
Abbiamo potuto rivolgere qualche domanda alla conduttrice Letizia Davoli per conoscere più da vicino cosa ci attenderà in questa nuova edizione di un programma molto apprezzato per il suo stile di indagine inedito e coinvolgente.
La prima edizione di “C’è Spazio” ha avuto un grande successo di audience nonostante un’agguerrita e storica concorrenza delle altre reti. Qual è stata, secondo te, la ragione del gradimento del pubblico di Tv 2000 per un programma per certi aspetti così distinto dal palinsesto quotidiano del canale? 
La ragione del successo di C’è spazio sono state la semplicità del linguaggio e la forza del racconto che ha messo al centro la bellezza dell’Universo, senza sensazionalismi ma utilizzando solo la potenza della scienza, portata in studio da chi la vive giorno dopo giorno, da chi dedica la propria vita alla conoscenza. Il merito del programma è di avere raggiunto anche un pubblico solitamente lontano da tv2000, ma che ha scelto questa offerta (a volte anche con diffidenza o stupore) per la serietà e la competenza con cui si parla di spazio. Una competenza premiata dal patrocinio dato al programma dalla Agenzia Spaziale Europea e dalla Agenzia Spaziale Italiana, e da questa serie, anche dall’Istituto Nazionale di Astrofisica. Tre enti che ad ogni puntata portano nei nostri studi l’eccellenza della ricerca italiana ed europea, che si mettono in gioco con noi per raccontare con parole chiare e semplici le meraviglie del cosmo. 
L’individuazione del sistema planetario di Trappist-1 è certamente la notizia più sensazionale delle ultime scoperte astronomiche. Quale importanza darai a questo argomento nella seconda edizione del tuo programma? 
Trappist 1 è certamente una delle scoperte più importanti di questi ultimi mesi. Ne parleremo nelle prime due puntate, da due diversi punti di vista: in quanto tempo ci potremo arrivare, e se sono pianeti candidati ad ospitare la vita. Un’ipotesi che forse, per quel particolare sistema planetario, non troverà conferma. Ma ormai si parla sempre più di “quando” troveremo segni di vita su altri pianeti piuttosto che del “se” li troveremo. Segno che ormai è sempre meno remota la possibilità che la Vita non sia limitata alla sola Terra, ma che sia diffusa in tutto l’Universo. 
Il contributo scientifico e tecnologico dell’Italia alla ricerca astronomica è di tutto rispetto. Anche il numero di astrofili è molto alto, pensi che ad animare questa passione ci sia solo un interesse razionale o che invece sia frutto anche di una tensione “spirituale”, alla ricerca di un senso della vita che vada oltre le nostre conoscenze? 
Credo che la passione per il Cielo sia trasversale, nel senso che accomuna credenti e non credenti. Per chi crede, è una delle strade che portano a Dio, una occasione continua di stupore verso il Creato. Non credo però che dietro alla passione sempre più diffusa verso l’Universo ci sia una tensione spirituale, ma spesso la ricerca della Bellezza è il primo passo…