giovedì 16 marzo 2017

Italia
Nota della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Il creato non è in vendita
L'Osservatore Romano
Un diverso approccio all’ambiente, tanto nella prospettiva globale dell’economia tanto in quella particolare delle scelte quotidiane dei cittadini, come pure nella sfera di senso dei credenti in Cristo, non è più rinviabile. Quelli che spesso vengono descritti come comportamenti alternativi, oggi sono in realtà senza alternativa se si ha a cuore la salvaguardia della creazione. È questo, in estrema sintesi, il messaggio emerso dal seminario «Il creato non è in vendita», svoltosi a Roma per iniziativa della Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei). Un concetto sottolineato da tutti gli intervenuti e ribadito in un documento finale stilato dalla Glam. Nel testo — diffuso dal sito in rete dell’agenzia di stampa della Fcei — la commissione si impegna a «combattere fianco a fianco con i movimenti che cercano di stabilire relazioni più sane tra esseri umani e la terra» e ad «aiutare politiche di sviluppo agricolo delle nostre Chiese e società».
Pertanto, si legge nel comunicato finale del seminario, i partecipanti si sono detti convinti che occorre «attualizzare la radicalità della Riforma affermando che il creato è indisponibile, non è associabile a una valorizzazione monetaria e non è un valore di scambio così come non lo sono gli esseri umani che anelano a essere liberati dalla condizione di merce in cui sono precipitati, “liberati dalla grazia di Dio”».
L'Osservatore Romano, 15-16 marzo 2017