venerdì 17 marzo 2017

Sarà la Locride, in Calabria, il prossimo 21 marzo, a ospitare gli eventi centrali della ventitreesima giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico. «Luoghi di speranza, testimoni di bellezza» è il tema che accompagnerà l’iniziativa di quest’anno che sarà articolata in tre momenti e che si svolgerà simultaneamente in quattromila luoghi italiani.Domenica 19, è previsto l’incontro con i familiari delle vittime, a cui seguirà un momento di preghiera e di riflessione nella cattedrale di Locri. Martedì 21, è in programma il grande incontro nella cittadina calabrese e l’attraversamento della città al seguito dei familiari, con la lettura dei nomi delle vittime e, nel pomeriggio, i momenti di studio. Come è avvenuto lo scorso anno a Messina, simultaneamente a quanto avverrà a Locri in quattromila luoghi d’Italia, verranno scanditi i nomi di coloro che hanno perso la vita per difendere i propri principi e la legalità e verrà sottolineata l’importanza di una memoria che si fa impegno e assunzione di responsabilità.
«Non poteva esserci luogo più indicato che la Locride per questa giornata. Questa terra — ha sottolineato monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, in occasione della presentazione dell’iniziativa — è ancora bagnata di sangue e la Chiesa non può che stare vicino a chi soffre, ai familiari delle vittime innocenti. La Locride piange ancora i suoi figli». Come nelle precedenti occasioni — si legge in un comunicato di Libera — la giornata sarà preceduta in tutta Italia da una fitta rete di incontri nelle scuole e in altri luoghi pubblici, affinché non venga vissuta come un evento fine a se stesso, ma come tappa di un impegno da alimentare ogni giorno dell’anno. A sottolineare, non solo simbolicamente, che per contrastare le mafie e la corruzione occorre sì il grande impegno delle forze di polizia e di molti magistrati, ma prima occorre diventare una comunità solidale e corresponsabile, che faccia del “noi” non solo una parola, ma un crocevia di bisogni, desideri e speranze. Volti di un paese magari imperfetto ma pulito e operoso, che non si limita a constatare ciò che non va, ma si mette in gioco per farlo andare.
L'Osservatore Romano, 16-17 marzo 2017.