martedì 21 marzo 2017

Corriere della Sera
(Gian Guido Vecchi) Ripete che «la prima e assoluta urgenza resta il lavoro» perché «la vita della gente urla questa sofferenza insopportabile». Chi ha responsabilità, sillaba il cardinale Angelo Bagnasco, deve ascoltare questo «grido» delle famiglie. E invece si tende a pensare ad altro, «c' è bisogno di politica autentica, di pace istituzionale, ed è qualunquista ghigliottinare lo Stato», le parole del presidente dei vescovi sono anzitutto un' accusa al populismo dilagante: «Semplificare le realtà difficili e complesse non è giusto, questo approccio genera populismo facile e superficiale, spesso urlato, a volte paludato, comunque ingannatore e inconcludente, e seriamente pericoloso!».
Bagnasco è alla fine del suo mandato, l' assemblea dei vescovi si riunirà dal 22 al 25 maggio e voterà tre nomi da presentare al Papa per la scelta del successore. Ed ora, nella sua ultima prolusione al consiglio permanente, è come se ricapitolasse i temi essenziali dei suoi dieci anni alla guida della Cei. «Come nei regimi totalitari», la Chiesa si trova oggi a testimoniare il valore della persona, dice, contestando la legge sul fine vita che si discute in Parlamento: «È lontana da un' impostazione personalistica e piuttosto radicalmente individualistica, adatta a un individuo che si interpreta a prescindere dalle relazioni, padrone assoluto di una vita che non si è dato». Quanto alla stepchild adoption e all'«utero in affitto», Bagnasco parla di «una nuova forma di colonialismo capitalistico» che «commissiona un bambino» a donne «spinte per lo più dalla povertà» e vittime di una «violenza discriminatoria». Ricorre anche la polemica contro il «gender» che «banalizza la sessualità»: il cardinale esorta «gli adulti, genitori e insegnanti» a essere «molto vigili». E ancora la denatalità, l' accoglienza dei migranti. L' ultima parola è sull' Europa, che non deve diventare «altro rispetto a se stessa, alle sue origini giudaico-cristiane» ma è più che mai necessaria: «A fronte della Brexit e di altri movimenti populisti, noi crediamo che l' Unione sia un percorso necessario per il bene del Continente».