domenica 19 marzo 2017

La Casa della fatwa contro i decreti anticristiani. Esiste una preponderante attitudine dei gruppi islamisti a strumentalizzare il Corano per diffondere tra la popolazione musulmana opinioni negative, ostilità e pregiudizi nei confronti dei cristiani: è quanto evidenziano i risultati di uno studio realizzato dalla «Casa della fatwa» (Dar al Ifta al Misryah), organismo presieduto dal gran mufti d’Egitto e incaricato di esprimere pronunciamenti orientativi e sciogliere dubbi e controversie riguardo l’applicazione dei precetti coranici. L’istituto ha realizzato negli ultimi mesi un monitoraggio analitico su un campione di cinquemilacinquecento fatwa diffuse su pubblicazioni, siti internet e reti sociali da gruppi islamici estremisti e riguardanti i cristiani in Egitto.I risultati — pubblicati da fonti egiziane e ripresi dall’agenzia Fides — sottolineano che almeno il 90 per cento delle fatwa prese in esame puntano a sabotare ogni tipo di contatto amichevole e collaborativo fra musulmani e cristiani.
Il 54 per cento del campione esaminato è costituito dalle fatwa concernenti la liceità di rivolgere felicitazioni ai cristiani in occasione delle loro festività liturgiche. Il 35 per cento riguarda invece le disposizioni — indirizzate anche ai governanti dei Paesi a maggioranza musulmana — relative alla concessione di permessi per la costruzione delle chiese, e alla partecipazione a celebrazioni e feste cristiane. Il restante 11 per cento del campione è rappresentato dalle fatwa legate a domande sulla liceità di vendere case e beni immobili a cristiani o di avere con loro altri tipi di rapporto economico (prestiti, donazioni). Secondo lo studio, solo il 10 per cento dei responsi giuridici consultati non punta a giustificare sulla base del Corano atteggiamenti di chiusura e contrapposizione nei confronti dei cristiani.
Per gli analisti di Dar al Ifta al Misryah, la stragrande maggioranza delle fatwa prese in considerazione manifesta ignoranza e attitudine alla manipolazione rispetto ai reali contenuti della sharia e alla corretta giurisprudenza islamica. I risultati emersi vengono proposti come ulteriore indizio dell’urgenza di elaborare strategie complessive per contrastare la propaganda estremista tra le comunità islamiche, diffondendo tra la popolazione un’adeguata conoscenza dei reali contenuti dell’islam e contrastando le campagne di indottrinamento ideologico che, anche in Egitto, puntano a esasperare le contrapposizioni settarie tra cristiani e musulmani, anche per indebolire la coesione nazionale.
L'Osservatore Romano, 18-19 marzo 2017.