giovedì 9 febbraio 2017

Vaticano
Giovedì 9 febbraio: la giornata del Papa
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze e nomine

*** Santa Marta: omelia del Santo Padre
 «L’atteggiamento antisemitico, che nuovamente deploro, in ogni sua forma» è «contrario in tutto ai principi cristiani e ad ogni visione che sia degna dell’uomo»: lo ha ribadito con forza Papa Francesco ricevendo stamane, giovedì 9 febbraio, una delegazione dell’Anti defamation league, organizzazione ebraica statunitense che ha rapporti con la Santa Sede dai tempi del concilio Vaticano II.
«Il nostro incontrarci — ha detto il Pontefice nel suo discorso — è un’ulteriore testimonianza, oltre che dell’impegno comune, della forza benefica della riconciliazione, che risana e trasforma le relazioni. Per questo rendiamo grazie a Dio — ha proseguito — che certamente si rallegra vedendo l’amicizia sincera e i sentimenti fraterni che oggi animano Ebrei e Cattolici».

Un elogio dunque della «cultura dell’incontro e della riconciliazione» che «genera vita e produce speranza» quello fatto da Papa Francesco, il quale ha invece messo in guardia dalla «non-cultura dell’odio» che «semina morte e miete disperazione». E in proposito ha ricordato la visita compiuta lo scorso anno al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, quando di fronte agli «orrori della crudeltà e del peccato» ha pregato «perché tali tragedie non si ripetano. Per questo continuiamo ad aiutarci gli uni gli altri» ha auspicato Francesco riprendendo il severo monito di Giovanni Paolo II sull’«indicibile iniquità della Shoah» (12 marzo 1998). Solo così, ha continuato il Pontefice, è possibile costruire «un futuro di autentico rispetto per la vita e per la dignità di ogni popolo e di ogni essere umano» soprattutto in questa epoca in cui «purtroppo, l’atteggiamento antisemitico è ancora diffuso». 
L'Osservatore Romano
*** Il colloquio del 25 novembre scorso tra Papa Francesco e l’Unione superiori maggiori
Lo scorso 25 novembre il Papa ha incontrato nell’aula del Sinodo i membri dell’Unione superiori maggiori riuniti per l’ottantottesima assemblea generale sul tema «Andate e portate frutto. La fecondità della profezia» e dopo i saluti del presidente, il cappuccino Mauro Jöhri, e del segretario generale, il comboniano David Glenday, ha dialogato per oltre due ore con i religiosi. Di seguito pubblichiamo le domande e le risposte secondo la trascrizione che esce nel numero 4000 della Civiltà Cattolica.

L'Osservatore Romano
*** Udienza di Papa Francesco alla Comunità della rivista “La Civiltà Cattolica”. Incompletezza, Inquietudine e Immaginazione
"Ecco, con i vostri articoli anche voi siete chiamati a comporre un “mappamondo”: mostrate le scoperte recenti, date un nome ai luoghi, fate conoscere qual è il significato della “civiltà” cattolica, ma pure fate conoscere ai cattolici che Dio è al lavoro anche fuori dai confini della Chiesa, in ogni vera “civiltà”, col soffio del suo Spirito"
Alle ore 10.30 di questa mattina, presso la Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza la Comunità della rivista “La Civiltà Cattolica”, in occasione della pubblicazione del fascicolo numero 4000.
Discorso del Santo Padre
Cari scrittori del Collegio della Civiltà Cattolica, cari collaboratori laici,
sono contento di incontrarvi insieme agli altri gesuiti della Comunità, alle suore e a tutti coloro che collaborano con voi nella vita della rivista e nell’amministrazione della casa nella quale abitate. Saluto anche gli editori che da questo momento pubblicheranno la vostra rivista in spagnolo, inglese, francese e coreano. Sento qui presente anche tutta la ampia famiglia dei vostri lettori. Vi ritrovo tutti insieme volentieri in occasione della pubblicazione del fascicolo numero 4000. È un traguardo davvero unico: la rivista ha compiuto un viaggio nel tempo di 167 anni e prosegue con coraggio la sua navigazione in mare aperto.
(Testo)
*** Udienza del Santo Padre alla Delegazione dell’“Anti-Defamation League”. 

Discorso del Santo Padre
Cari amici,
vi do un caloroso benvenuto e vi ringrazio per le cortesi parole che mi avete rivolto. Già i miei predecessori san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno ricevuto delegazioni della vostra organizzazione, che intrattiene rapporti con la Santa Sede dal tempo del Concilio Vaticano II. Sono grato che questi contatti siano andati intensificandosi: come avete ben sottolineato, il nostro incontrarci è un’ulteriore testimonianza, oltre che dell’impegno comune, della forza benefica della riconciliazione, che risana e trasforma le relazioni. Per questo rendiamo grazie a Dio, che certamente si rallegra vedendo l’amicizia sincera e i sentimenti fraterni che oggi animano Ebrei e Cattolici; così con il Salmista possiamo anche noi ripetere: «Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme! […] Perché là il Signore manda la benedizione, la vita per sempre» (Sal 133,1.3).
(Testo - italiano e inglese)

*** Udienza ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per l’Educazione Cattolica (degli Istituti di Studi). Discorso del Santo Padre
(Testo)
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 - "La speranza apre nuovi orizzonti, rende capaci di sognare ciò che non è neppure immaginabile."