sabato 21 gennaio 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze e nomine
*** Udienza al Tribunale della Rota Romana in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Discorso del Santo Padre
Discorso del Santo Padre
Cari Giudici, Officiali, Avvocati
e Collaboratori del Tribunale Apostolico della Rota Romana,
rivolgo a ciascuno di voi il mio cordiale saluto, ad iniziare dal Collegio dei Prelati Uditori con il Decano, Mons. Pio Vito Pinto, che ringrazio per le sue parole, e il pro-Decano che da poco è stato nominato in questo incarico. Auguro a tutti voi di lavorare con serenità e con fervido amore alla Chiesa in questo Anno giudiziario che oggi inauguriamo.
Oggi vorrei tornare sul tema del rapporto tra fede e matrimonio, in particolare sulle prospettive di fede insite nel contesto umano e culturale in cui si forma l’intenzione matrimoniale. San Giovanni Paolo II ha messo bene in luce, basandosi sull’insegnamento della Sacra Scrittura, «quanto profondo sia il legame tra la conoscenza di fede e quella di ragione [...]. La peculiarità che distingue il testo biblico consiste nella convinzione che esista una profonda e inscindibile unità tra la conoscenza della ragione e quella della fede» (Enc. Fides et ratio, 16). Pertanto, quanto più si allontana dalla prospettiva di fede, tanto più «l’uomo s’espone al rischio del fallimento e finisce per trovarsi nella condizione dello “stolto”.
(Testo)
*** Promulgazione di Decreti della Congregazione delle Cause dei Santi
(Testo)

*** Santa Messa a conclusione del Giubileo dei Domenicani. Omelia del Santo Padre. "Guai a una Chiesa che perde il sapore!"
 - "La tendenza alla ricerca di novità propria dell’essere umano trova l’ambiente ideale nella società dell’apparire, nel consumo, in cui spesso si riciclano cose vecchie, ma l’importante è farle apparire come nuove, attraenti, accattivanti. Anche la verità è truccata. Ci muoviamo nella cosiddetta “società liquida”, senza punti fissi, scardinata, priva di riferimenti solidi e stabili; nella cultura dell’effimero, dell’usa-e-getta."
Alle ore 16 di oggi, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, il Santo Padre Francesco presiede la Santa Messa a conclusione del “Giubileo dei Domenicani” (7 novembre 2015 – 21 gennaio 2017), celebrato sul tema Mandati a predicare il Vangelo per gli 800 anni dalla conferma della fondazione dell’Ordine dei Predicatori da parte di Papa Onorio III.
Omelia del Santo Padre
La Parola di Dio oggi ci presenta due scenari umani opposti: da una parte il “carnevale” della curiosità mondana, dall’altra la glorificazione del Padre mediante le opere buone. E la nostra vita si muove sempre tra questi due scenari. Infatti essi sono di ogni epoca, come dimostrano le parole di san Paolo rivolte Timoteo (cfr 2 Tm 4,1-5). E anche san Domenico con i suoi primi fratelli, ottocento anni or sono, si muoveva tra questi due scenari.
Paolo avverte Timoteo che dovrà annunciare il Vangelo in mezzo a un contesto dove la gente cerca sempre nuovi “maestri”, “favole”, dottrine diverse, ideologie… «Prurientes auribus» (2 Tm 4,3). È il “carnevale” della curiosità mondana, della seduzione. Per questo l’Apostolo istruisce il suo discepolo usando anche dei verbi forti, come «insisti», «ammonisci», «rimprovera», «esorta», e poi «vigila», «sopporta le sofferenze» (vv. 2.5).
(Testo)

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- "Con San Domenico “andiamo avanti con gioia, pensando al nostro Salvatore.” #OP800"