mercoledì 25 gennaio 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Rinuncia e Nomine. Avviso dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche (Testo)
*** L'Udienza generale di Papa Francesco
- "Non mettiamo mai condizioni a Dio e lasciamo invece che la speranza vinca i nostri timori. Fidarsi di Dio vuol dire entrare nei suoi disegni senza nulla pretendere"
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Tra le figure di donne che l’Antico Testamento ci presenta, risalta quella di una grande eroina del popolo: Giuditta. Il Libro biblico che porta il suo nome narra l’imponente campagna militare del re Nabucodonosor, il quale, regnando in Ninive, allarga i confini dell’impero sconfiggendo e asservendo tutti i popoli intorno. Il lettore capisce di trovarsi davanti ad un grande, invincibile nemico che sta seminando morte e distruzione e che arriva fino alla Terra Promessa, mettendo in pericolo la vita dei figli di Israele.
L’esercito di Nabucodonosor, infatti, sotto la guida del generale Oloferne, pone l’assedio a una città della Giudea, Betulia, tagliando il rifornimento dell’acqua e fiaccando così la resistenza della popolazione.
La situazione si fa drammatica, al punto che gli abitanti della città si rivolgono agli anziani chiedendo di arrendersi ai nemici. Le loro sono parole disperate: «Non c’è più nessuno che ci possa aiutare, perché Dio ci ha venduti nelle loro mani per essere abbattuti davanti a loro dalla sete e da terribili mali, sono arrivati a dire per la disperazione che "Dio ci ha venduti". Ormai chiamateli e consegnate l’intera città al popolo di Oloferne e a tutto il suo esercito perché la saccheggino» (Gdt 7,25-26). La fine sembra ormai ineluttabile, la capacità di fidarsi di Dio si è esaurita, la capacità di fidarsi di Dio si è esaurita, quante volte arriviamo a situazioni limite in cui sentiamo di non poterci fidare più di Dio, è una sensazione brutta e, paradossalmente, sembra che, per sfuggire alla morte, non resti che consegnarsi nelle mani di chi uccide, loro sanno che entraranno i nemici e faranno strage, prendendo schiave le loro donne.
(Testo)
*** Ieri, 24 gennaio 2017, nell’udienza con il Santo Padre, Sua Altezza Em.ma Fra’ Matthew ha rassegnato le sue dimissioni
Sala stampa della Santa Sede - Inglese - Spagnolo

*** Celebrazione dei Secondi Vespri della Solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, a conclusione della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Omelia del Santo Padre-Il nostro programma di vita... Non vivere più per noi stessi, per i nostri interessi e ritorni di immagine, ma ad immagine di Cristo, per Lui e secondo Lui, col suo amore e nel suo amore.Per la Chiesa, per ogni confessione cristiana è un invito a non basarsi sui programmi, sui calcoli e sui vantaggi, a non affidarsi alle opportunità e alle mode del momento, ma a cercare la via guardando sempre alla croce del Signore.
Alle ore 17.30 di oggi, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Santo Padre Francesco presiede la celebrazione dei Secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, a conclusione della 50.ma Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani sul tema: L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione (cfr. 2 Corinzi, 5, 14-20). Prendono parte alla celebrazione i Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma. Al termine dei Vespri, prima della benedizione apostolica, l’Em.mo Card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, indirizzerà un Saluto al Santo Padre un indirizzo di saluto.
Omelia del Santo Padre
L’incontro con Gesù sulla strada verso Damasco trasforma radicalmente la vita di san Paolo. Da quel momento in poi, per lui il significato dell’esistenza non sta più nell’affidarsi alle proprie forze per osservare scrupolosamente la Legge, ma nell’aderire con tutto sé stesso all’amore gratuito e immeritato di Dio, a Gesù Cristo crocifisso e risorto. Così egli conosce l’irrompere di una nuova vita, la vita secondo lo Spirito, nella quale, per la potenza del Signore Risorto, sperimenta perdono, confidenza e conforto. E Paolo non può tenere per sé questa novità: è spinto dalla grazia a proclamare la lieta notizia dell’amore e della riconciliazione che Dio offre pienamente in Cristo all’umanità.
[Text: Italiano, Français, English, Español, Português]

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- "Amo ripetere che l’unità dei cristiani si fa camminando insieme, con l’incontro, la preghiera e l’annuncio del Vangelo."