lunedì 23 gennaio 2017

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze, rinunce nomine
*** Udienza di Papa Francesco ai Membri della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo 
- "Il fenomeno mafioso, quale espressione di una cultura di morte, è da osteggiare e da combattere. Esso si oppone radicalmente alla fede e al Vangelo, che sono sempre per la vita"
Alle ore 11.30 di oggi, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Dopo il saluto del Dott. Franco Roberti, Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, il Papa pronunciato ai presenti il discorso che pubblichiamo di seguito:
Discorso del Santo Padre
Gentili Signori e Signore,
sono lieto di accogliere voi che rappresentate la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Vi saluto cordialmente e ringrazio il Dott. Franco Roberti per le sue parole.
Le funzioni a voi affidate dallo Stato riguardano il perseguimento dei reati delle tre grandi organizzazioni criminali di stampo mafioso: mafia, camorra e ‘ndrangheta. Esse, sfruttando carenze economiche, sociali e politiche, trovano un terreno fertile per realizzare i loro deplorevoli progetti.
(Testo)
Messa a Santa Marta. Omelia del Santo Padre
Sono tre «le grandi meraviglie del sacerdozio di Gesù: ha offerto la vita per noi una volta per tutte; continua anche adesso a pregare per ciascuno di noi; tornerà per portarci con lui». All’uomo è chiesto di «non chiudere il cuore» per «lasciarsi perdonare dal Padre». E proprio la messa fa comprendere in pienezza questa bellissima verità, ha fatto presente Papa Francesco durante la celebrazione di lunedì mattina, 23 gennaio, nella cappella della Casa Santa Marta.«Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie»: con le parole del salmo responsoriale il Pontefice ha aperto la sua meditazione, ripetendo che «il Signore ha fatto meraviglie». E con le parole del salmo 97 ha proseguito: «Grandi cose ha fatto il Signore, grandi meraviglie». Ma, ha aggiunto, «la grande meraviglia, la più grande, è suo Figlio, il Figlio sacerdote». Nella prima lettura, ha spiegato il Papa, «l’autore della lettera agli Ebrei (9, 15.24-28) ci presenta Cristo, sacerdote, mediatore di questa alleanza che Dio fa con gli uomini: Gesù è il sommo sacerdote». E «il sacerdozio di Cristo — possiamo dire, secondo quanto si vede qui — si svolge in tre momenti, in tre tappe».
L'Osservatore Romano
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