Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")

(Luis Badilla - Francesco Saverio Brocal) In diversi momenti del suo magistero itinerante in Messico, dal 13 al 17 febbraio, Papa Francesco ha fatto spesso riferimenti alla "libertà" (liberazione) e questa parola è molto ricorrente in alcune allocuzioni, a volte direttamente associata alla figura di Mosé. Il 14 febbraio, nell'Angelus dopo la Messa ad Ecatepec, il Santo Padre ha sottolineato: "Oggi, seguendo l’invito di Mosè, vogliamo come popolo fare memoria, vogliamo essere popolo della memoria viva del passaggio di Dio attraverso il suo Popolo, nel suo Popolo. Vogliamo guardare i nostri figli sapendo che erediteranno non solo una terra, una lingua, una cultura e una tradizione, bensì erediteranno anche il frutto vivo della fede che ricorda il passaggio sicuro di Dio per questa terra. (...) Desidero invitarvi oggi a stare in prima linea, ad essere intraprendenti in tutte le iniziative che possano aiutare a fare di questa benedetta terra messicana una terra di opportunità. Dove non ci sia bisogno di emigrare per sognare; dove non ci sia bisogno di essere sfruttato per lavorare; dove non ci sia bisogno di fare della disperazione e della povertà di molti l’opportunismo di pochi." (Ecatepec, Angelus).