giovedì 10 novembre 2016

Sala stampa della Santa Sede
Intervento inaugurale di Sua Em.za il Card. Pietro Parolin - Segretario di Stato 
Eminenze, Eccellenze, Gentili Signore e Signori,
Tra i molti ed importanti temi meritevoli di attenzione, per questa XXXI Conferenza Internazionale, promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, è stato scelto il tema: “Per una cultura della salute accogliente e solidale a servizio delle persone affette da patologie rare e neglette”. La scelta si pone in continuità con l’argomento trattato recentemente nel Convegno Internazionale del 9 -10 giugno 2016 dal titolo: “Per una Cura olistica delle Persone affette dal Morbo di Hansen rispettosa della loro dignità”.
Il nuovo tema allarga lo sguardo a due capitoli molto ampi, quello delle malattie rare e quello delle malattie neglette. A seconda delle aeree geografiche i due campi sono strettamente connessi. Infatti, se anche nei Paesi con medicina avanzata le malattie rare costituiscono un ambito di cura che può registrare scarsa attenzione, nei Paesi dove il servizio sanitario è carente o del tutto insufficiente la mancanza di cure coinvolge sia le malattie rare che le malattie tropicali molto comuni.
L’insieme di queste malattie colpisce un numero enorme di persone. Le stime sono di circa 350-400 milioni per le malattie rare e di un miliardo di persone per le malattie tropicali neglette. Già solo questo dato numerico deve allarmarci e stimolarci a un impegno sempre più consistente perché queste persone non siano abbandonate a un destino di sofferenza e di emarginazione sociale.
Per le malattie rare uno dei temi più rilevanti è costituito dalla ricerca medico scientifica, la quale dovrebbe comprenderne le cause e individuarne le possibili terapie. L’industria farmaceutica mondiale non investe significativamente in questo genere di ricerca e a volte, pur avendo scoperto farmaci efficaci, cessa di produrli per mancanza di profitti.
Una funzione di promozione della ricerca toccherebbe agli Stati. Ma in questo periodo assistiamo purtroppo a un ridimensionamento dei sistemi di welfare e ciò non consente, anche nei Paesi ricchi, un ampio flusso di investimenti per questo genere di ricerche. In tal modo sono soprattutto le Associazioni
dei familiari, le Organizzazioni non governative cattoliche e di altre estrazioni, le Fondazioni benefiche e le organizzazioni di volontariato a fornire i fondi per finanziare la ricerca. Nonostante gli sforzi di tutte queste realtà, la ricerca procede a rilento e questo rimane uno dei principali aspetti da considerare nell’ambito di un’azione volta a una cura efficace delle malattie rare.
Per l’ambito delle malattie tropicali neglette, non siamo certamente all’anno zero nell’impegno di cura. In molti casi esse si curano con farmaci già in uso e poco costosi o addirittura donati dalle industrie farmaceutiche. L’OMS da molti anni ha avviato programmi imponenti per la cura delle persone affette da malattie neglette. Tali programmi si affiancano al forte impegno delle strutture mediche cattoliche sparse in molti Paesi ad alto tasso di malattie tropicali neglette e ai programmi di numerose organizzazioni di volontariato internazionale, ma, nonostante gli sforzi compiuti finora, soltanto una parte della popolazione interessata è adeguatamente curata. In questo caso la ragione principale è data dalla mancanza di reti di servizi medici di prevenzione, di diagnosi e di cura nei Paesi di maggiore diffusione di queste malattie.
La Chiesa Cattolica, che da sempre considera la cura dei malati come una forma essenziale della carità fraterna, si sente fortemente interpellata dalla condizione di sofferenza di molti milioni di persone. Il magistero di Papa Francesco non cessa di ricordarci che fa parte della vocazione cristiana il dovere di solidarietà con i sofferenti e i poveri. A questo proposito non possiamo dimenticare lo stretto legame esistente tra molte delle malattie tropicali neglette e la condizione di estrema povertà in cui vivono numerose popolazioni. Perciò al tema della cura si aggiunge anche il tema della giustizia. Le disuguaglianze tra chi vive in condizioni di un certo benessere e chi vive in condizioni di grave indigenza non possono rimanere senza risposte.
È chiaro a tutti gli operatori del settore: medici, assistenti sociali, sacerdoti, religiosi e religiose, volontari, che le malattie tropicali nascono spesso in un contesto di estrema povertà e a loro volta generano ulteriore povertà, impedendo ogni forma di promozione sociale dei malati e spesso anche delle loro famiglie. Pertanto alle cure sanitarie si devono accompagnare programmi assistenziali che favoriscano l’accesso all’acqua potabile, ad abitazioni decenti, alla scolarizzazione dei bambini, alla eliminazione di eventuali forme di stigma causate dalla malattia, ecc.
La Chiesa Cattolica lavora e continuerà a lavorare per la realizzazione di questi servizi alle persone malate affette da malattie tropicali neglette, ma in questo cammino desidera trovare la compagnia di tutti gli uomini di buona volontà, che comprendono il bisogno dei nostri fratelli e vogliono anch’essi lavorare per dare risposte efficaci.
È necessario che si uniscano tutte le forze disponibili per studiare a fondo i problemi, valutare le azioni più promettenti da intraprendere per poi realizzarle concretamente. In questo sforzo non va dimenticata la necessaria collaborazione con gli Stati, che sono i primi responsabili della salute dei propri cittadini, ma che spesso hanno bisogno di essere aiutati ad organizzare la rete dei propri servizi sanitari e socioassistenziali.
Per tutte queste ragioni, possiamo facilmente comprendere quanto sia necessario avere un quadro aggiornato della diffusione delle malattie rare e delle malattie neglette. Un quadro che comprenda anche lo stato attuale delle cure e i filoni più promettenti della ricerca. Importante sarà pure il confronto tra gli operatori del campo per confrontare e far emergere le best practices e incoraggiarne la diffusione.
Infine, non possiamo dimenticare che è importante richiamare l’attenzione dei mezzi di comunicazione sociale su questo tema. In tal modo, anche coloro che non sono addetti ai lavori potranno rendersi conto della situazione di sofferenza di tante persone, che invoca comprensione e sostegno. Si tratta di un tema che tocca la coscienza di tutti gli uomini di buona volontà e richiede la collaborazione del più ampio numero di persone e proprio per questo è necessario venga conosciuto dal più ampio numero di persone.
A questi obiettivi vuole dare un contributo questa XXXI Conferenza Internazionale “Per una cultura della salute accogliente e solidale a servizio delle persone affette da patologie rare e neglette”, che, a nome del Santo Padre Francesco, mi è gradito dichiarare aperta.
Grazie.