venerdì 18 novembre 2016

Vaticano
Venerdì 18 novembre: la giornata del Papa

(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Santa Marta: omelia del Santo Padre
Un esame di coscienza chiesto a ogni cristiano e in particolare ai sacerdoti: è Dio «il mio Signore» oppure il mio cuore «è attaccato ai soldi»? È stato questo il cuore della meditazione di Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta venerdì 18 novembre. Tra i concelebranti, nella cappella della Domus, c’erano il cardinale Pietro Parolin con i superiori e gli officiali della Segreteria di Stato e il folto gruppo dei collaboratori di ruolo delle rappresentanze pontificie, i quali, proprio con la partecipazione all’Eucaristia, hanno cominciato la giornata dedicata alla celebrazione del giubileo della misericordia.
La riflessione del Papa ha preso le mosse dal vangelo del giorno (Luca, 19, 45-48) nel quale si legge di Gesù che caccia i mercanti dal tempio. Si tratta, ha detto Francesco, di «un gesto molto definitivo», perfettamente inserito nella catechesi della parola che si incontra «in queste due settimane dell’anno liturgico» in cui la Chiesa «ci fa riflettere sulle cose finali, le cose definitive», e ci suggerisce «gesti definitivi, sia di Gesù, sia presi dal libro dell’Apocalisse, per aiutarci a guardare al di là, a quello che ci aspetta, alla patria definitiva».
Conversazione di Papa Francesco con Stefania Falasca di Avvenire. "La Chiesa esiste solo come strumento per comunicare agli uomini il disegno misericordioso di Dio"  (testo integrale) 
Nota della Redazione. Quest'edizione dell'intervista ha titoli e sottotitoli di nostra responsabilità. La versione dell'Avvenire è stata pubblicata con questo titolo: Misericordia e unità. Intervista a papa Francesco: "Giubileo, ecumenismo, sono frutti del Concilio, ma ci vorrà ancora molto tempo per recepire tutto il Vaticano II". Nessuna svendita della dottrina. Servire i poveri è servire Cristo. La Chiesa è il Vangelo.
- Alcuni - pensa a certe repliche ad Amoris Laetitia - continuano a non comprendere, o bianco o nero, anche se è nel flusso della vita che si deve discernere.
- La Chiesa non è una squadra di calcio che cerca tifosi.
- È il cammino dal Concilio che va avanti, s'intensifica. Ma è il cammino, non sono io. Questo cammino è il cammino della Chiesa.
- Per chiedere l'unità tra noi cristiani possiamo solo guardare Gesù e chiedere che operi tra noi lo Spirito Santo.
- Altre volte si vede subito che le critiche prendono qua e là per giustificare una posizione già assunta, non sono oneste, sono fatte con spirito cattivo per fomentare divisione.
- L'unità non si fa perché ci mettiamo d'accordo tra noi ma perché camminiamo seguendo Gesù.
- Continuo a pensare che il cancro nella Chiesa è il darsi gloria l'un l'altro.
(Avvenire)
 *** Incontro con i partecipanti al Corso di formazione per i Vescovi sul nuovo processo matrimoniale promosso dalla Rota Romana (17-19 novembre 2016)Cari Fratelli,
la vostra presenza a questo corso di formazione, promosso dal Tribunale Apostolico della Rota Romana, sottolinea quanto i Vescovi, pur costituiti in forza dell’Ordinazione come maestri della fede (cfr Lumen gentium, 25), abbiano la necessità di apprendere continuamente. Si tratta di comprendere i bisogni e le domande dell’uomo di oggi e cercare le risposte nella Parola di Dio e nelle verità della fede, studiate e conosciute sempre meglio. L’esercizio del munus docendi è intimamente congiunto con quelli sanctificandi e regendi. Mediante queste tre funzioni si esprime il ministero pastorale del Vescovo, fondato nel volere di Cristo, nell’assistenza dello Spirito Santo e finalizzato ad attualizzare il messaggio di Gesù. L’inculturazione del Vangelo si fonda proprio su questo principio che vede unite la fedeltà all’annuncio evangelico e la sua comprensione e traduzione nel tempo.
Il Beato Paolo VI, nella Evangelii nuntiandi, esortava ad evangelizzare non in modo superficiale, ma calandosi nella concretezza delle situazioni e delle persone. Queste le sue parole: «Occorre evangelizzare non in maniera decorativa, a somiglianza di vernice superficiale, ma in modo vitale, in profondità e fino alle radici, […] partendo sempre dalla persona e tornando sempre ai rapporti delle persone tra loro e con Dio» (n. 20). Proprio l’attenzione alle persone è il motivo teologico ed ecclesiologico sotteso a questo corso di formazione. La salute spirituale, la salus animarum delle persone a noi affidate costituisce il fine di ogni azione pastorale.
Nella Prima Lettera di Pietro troviamo un punto di riferimento fondamentale dell’ufficio episcopale: «Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti, ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge» (5,2-3).
(Testo)
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 - "Se volete un cuore pieno di amore, siate misericordiosi!"