venerdì 18 novembre 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
(LB) Nell'edizione dell'Avvenire oggi in edicola (e più tardi anche online), pubblica una lunga intervista di Stefania Falasca a Papa Francesco. Poche ore fa, nel suo lancio la testata dell'Episcopato italiano diretto da Marco Tarquinio si legge: "Alla vigilia della chiusura della Porta Santa di San Pietro, in un colloquio con Stefania Falasca a Santa Marta, Francesco parla del cammino della Chiesa per vivere e testimoniare il Vangelo come via di misericordia e non come ideologia. Importanti secondo il Papa sono i passi compiuti in questo Anno Santo sulla via della riconciliazione tra cristiani, anche se i tempi della piena unità – dice – «li stabilisce lo Spirito Santo». Per l’ecumenismo è decisivo servire insieme i poveri, che sono «la carne di Cristo», senza contrapporre dottrina e carità pastorale. L’intervista è stata realizzata dopo il recentissimo viaggio ecumenico a Lund in occasione della commemorazione comune luterano-cattolica della Riforma."
Ecco alcune riflessioni del Santo Padre:
- Alcuni - pensa a certe repliche ad Amoris Laetitia - continuano a non comprendere, o bianco o nero, anche se è nel flusso della vita che si deve discernere.
- La Chiesa non è una squadra di calcio che cerca tifosi.
- È il cammino dal Concilio che va avanti, s'intensifica. Ma è il cammino, non sono io. Questo cammino è il cammino della Chiesa.
- Per chiedere l'unità tra noi cristiani possiamo solo guardare Gesù e chiedere che operi tra noi lo Spirito Santo.
- Altre volte si vede subito che le critiche prendono qua e là per giustificare una posizione già assunta, non sono oneste, sono fatte con spirito cattivo per fomentare divisione.
- L'unità non si fa perché ci mettiamo d'accordo tra noi ma perché camminiamo seguendo Gesù.
- Continuo a pensare che il cancro nella Chiesa è il darsi gloria l'un l'altro.
- Gesù non domanda grandi gesti, ma solo l'abbandono e la riconoscenza.
- Gli incontri e anche i viaggi aiutano questa fratellanza, a farla crescere.
- Fare processi invece di occupare spazi è la chiave anche del cammino ecumenico.
- L’incontro con la Chiesa luterana a Lund è stato un passo in più nel cammino ecumenico che è iniziato cinquant’anni fa
- Per questo non possiamo essere impazienti, sfiduciati, ansiosi. Il cammino richiede pazienza nel custodire e migliorare quanto già esiste, che è molto di più di ciò che divide.