martedì 8 novembre 2016

Vaticano
Nel sessantesimo anniversario della visita di Pio XII al Centro per un mondo migliore. Mano all’aratro
L'Osservatore Romano
(Angelo Sodano) In ricordo di Riccardo Lombardi. Con la visita di Pio XII, l’8 novembre 1956 veniva inaugurato il Centro per un mondo migliore, a Rocca di Papa. Realizzato per impulso di monsignor Fiorenzo Angelini (1916-2014), allora assistente centrale dell’Unione uomini di Azione cattolica, il grande complesso architettonico — intitolato proprio a Papa Pacelli — era destinato a divenire il fulcro dell’attività del Movimento per un mondo migliore, fondato dal gesuita Riccardo Lombardi (1908-1979) in collaborazione con il confratello Virginio Rotondi (1912-1990). Acquisito negli anni Ottanta dalla congregazione degli oblati di Maria Vergine per farne un centro internazionale di spiritualità e poi chiuso nel 2011, è stato riaperto da circa un anno come struttura di prima accoglienza per i migranti, assistiti dalla cooperativa sociale Auxilium e della cooperativa San Filippo Neri. Per ricordare i sessant’anni dalla visita di Pio XII, nel pomeriggio dell’8 novembre, nella cappella del centro, viene celebrata una messa dal decano del Collegio cardinalizio, di cui anticipiamo l’omelia.

Gli antichi Romani dicevano che la virtù della giustizia consiste nel dare ad ognuno il suo, nel reddere unicuique suum.
Era quindi giusto che nel sessantesimo anniversario della visita compiuta al Centro per un mondo migliore dal grande Pontefice Pio XII, noi ricordassimo tutti coloro che allora diedero vita a questa iniziativa apostolica.
È vero che il Movimento per un mondo migliore si è poi trasformato, come avvenne nel corso della storia per tante meravigliose iniziative promosse nella santa Chiesa di Dio. Rimane però sempre il dovere della gratitudine per i loro promotori. E così è nel caso di questo Movimento per un mondo migliore, voluto dal benemerito padre Riccardo Lombardi S.J. e poi benedetto dal compianto sommo Pontefice Pio XII con il noto discorso del 10 febbraio 1952.
Come è noto il padre Lombardi ci ha lasciato il 14 dicembre del 1979, ma il suo messaggio apostolico rimane sempre attuale: è l’invito a un continuo impegno dei cristiani per il rinnovamento della società.
Il Papa Pio XII aveva ricordato tale urgenza nel celebre “proclama” del 1952 quando diceva: «È tutto un mondo da rifare dalle fondamenta, che bisogna trasformare da selvatico in umano e da umano in divino, vale a dire secondo il cuore di Dio».
«Da milioni di uomini si invoca oggi un cambiamento di rotta e si guarda alla Chiesa... Mano dunque all’aratro! Vi muova Dio, vi attragga la nobiltà dell’impresa, vi stimoli la sua urgenza!».
Certo, questa consegna è valida per i cristiani d’ogni tempo. Però i metodi d’azione possono cambiare nelle varie epoche. Il fine è sempre lo stesso, il fine per cui preghiamo ogni giorno dicendo: «Padre Nostro, che sei nei cieli... venga il tuo regno», adveniat regnum tuum.
Oggi sono nate nella Chiesa forme nuove d’apostolato. Il campo d’azione si è molto ampliato su scala mondiale. All’inizio del secondo millennio cristiano, il Santo Pontefice Giovanni Paolo II ha fatto risuonare di fronte al mondo questo messaggio evangelico. L’opera poi del Papa Benedetto XVI e ora del Papa Francesco ha lanciato i discepoli di Cristo a un impegno rinnovato verso i vicini e verso i lontani.
In questa celebrazione eucaristica noi oggi vogliamo ringraziare il Signore per l’assistenza che, con il suo Santo Spirito, Egli continua a dare alla Chiesa, rendendola sempre più preparata a compiere la sua missione nel mondo.
È questo un aspetto consolante della presenza della Chiesa nel mondo: essa, fedele al messaggio del suo Signore, continua a ricorrere a nova et vetera, «alle cose vecchie e nuove», (Matteo 13, 52) per annunciare a tutti gli uomini quel messaggio evangelico che il Signore ha portato sulla terra. Impegnata a cogliere i segni dei tempi, la Chiesa porta così nel mondo quel soffio di giovinezza, che lo Spirito Santo le infonde, a seconda delle esigenze d’ogni epoca.
Anche la Chiesa d’oggi è così chiamata a procedere su tale cammino, coniugando tradizione e modernità. A tale riguardo il Catechismo della Chiesa cattolica ci ha parlato a lungo dei rapporti fra la tradizione apostolica che mai muta e le tradizioni ecclesiastiche che sono nate nel corso dei secoli. Al riguardo il Catechismo scrive che certamente benemerite sono state tante tradizioni ecclesiastiche del passato (tradizioni organizzative, caritative, disciplinari, liturgiche), ma che esse «possono essere conservate, modificate oppure anche abbandonate sotto la guida del magistero della Chiesa» (ibidem, n. 83).
Ed è così che sull’albero sempre fiorente della Chiesa nel corso dei secoli sono sempre nati dei rami nuovi. Del resto, il concilio ecumenico Vaticano II parlando della tradizione divino-apostolica nella costituzione apostolica Dei verbum (n. 7) sulla divina rivelazione, ci dice che tale tradizione originaria sempre «progredisce», proficit, sotto l’assistenza dello Spirito Santo a seconda delle varie stagioni della storia umana.
È questa una visione di fede che ci fa evitare i due opposti estremismi fra Scilla e Cariddi, fra conservatorismo e progressismo, entrambi contrari a una sana ecclesiologia.
Del resto Gesù paragonò il regno dei cieli a un albero che cresce nel corso dei secoli. Da un piccolo granello di senape, in venti secoli di storia, si è sviluppata una grande pianta, con numerosi rami su cui si posano tanti uccelli del cielo (Matteo 13, 31-32). È però noto che un albero talora va potato, perché cresca più rigoglioso. Così è anche nella Chiesa, perché essa possa continuare a svolgere sempre con rinnovato vigore la sua missione nel mondo.
Cari amici, con questa visione di fede noi celebriamo oggi la storia di questo centro di impegno cristiano.
In questa santa messa noi oggi vogliamo ringraziare il Signore per il bene arrecato alla Chiesa dal Movimento per un mondo migliore. Come avete notato, le preghiere liturgiche sono quelle che ci propone il messale romano pro gratiarum actione.
In secondo luogo oggi vogliamo implorare dal Signore il premio dei giusti per coloro che qui hanno lavorato con profondo zelo apostolico, dal padre Lombardi al padre Rotondi, dal cardinale Angelini all’associazione degli uomini di Azione cattolica e tanti altri.
Un ricordo particolare vada oggi agli oblati di Maria Vergine che hanno accettato di portare avanti questa grande istituzione, lavorando con lo spirito apostolico del loro grande fondatore, il padre Brunone Lanteri, che in un periodo difficile per la vita della Chiesa, a fine Settecento e inizio Ottocento, seppe essere a Torino un grande promotore dell’apostolato sociale. Non per nulla una biografia del padre Brunone Lanteri porta il titolo: Un precursore dell’Azione Cattolica (T. Piatti, 1934).
Egualmente oggi vogliamo ringraziare il Signore per l’opera sociale che qui svolgono i benemeriti amici della società Auxilium e della cooperativa di San Filippo Neri, al servizio di numerosi profughi e rifugiati.
Questa è la vita della Chiesa che da duemila anni lavora per immettere nella realtà umana il lievito del Vangelo di Cristo. Ieri a guidare la Chiesa era Pietro, ora è il Papa Francesco. È una Chiesa che sempre si rinnova per compiere la sua missione nel mondo. E questa potrebbe essere la conclusione di quest’incontro: c’è sempre una Chiesa da amare.
L'Osservatore Romano, 8-9 novembre 2016.