lunedì 28 novembre 2016

Vaticano
Lunedì 28 novembre: la giornata del Papa

(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze, rinunce e nomine
***  Il cordoglio del Santo Padre per la morte di P. Peter Hans Kolvenbach, S.J., già Preposito Generale della Compagnia di Gesù
(Telegramma)

*** Comunicato della Sala Stampa: Udienza al Primo Ministro di Irlanda
[Text: Italiano, Inglese, Spagnolo]

*** Santa Marta: Omelia del Santo PadreComincia l’anno liturgico e con esso l’itinerario dell’Avvento, cammino liturgico e cammino di vita per ogni cristiano, chiamato all’«incontro» con Gesù. È proprio questa — “incontro” — la parola chiave che ha caratterizzato l’omelia di Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta lunedì 28 novembre.
Nella liturgia della prima domenica di Avvento — ha innanzitutto ricordato il Pontefice — la Chiesa «ha pregato così: “O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli”». È la richiesta «al Padre di suscitare in noi la volontà di andare incontro a Gesù, incontro a suo Figlio». Ed è infatti questa «la grazia che noi vogliamo nell’Avvento, e la chiediamo: avere voglia di incontrare Gesù» e dunque di «camminare e andare all’incontro» con lui. 
Osservatore Romano
*** Udienza ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze. Papa Francesco:
- "Mai come nella nostra epoca è apparsa evidente la missione della scienza al servizio di un nuovo equilibrio ecologico globale"
- "La conversione ecologica capace di sorreggere lo sviluppo sostenibile comprende in maniera inseparabile sia l’assunzione piena della nostra responsabilità umana nei confronti del creato e delle sue risorse, sia la ricerca della giustizia sociale e il superamento di un sistema iniquo che produce miseria, disuguaglianza ed esclusione."
Alle ore 10,50 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco riceve in udienza i partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, in corso in Vaticano dal 25 al 29 novembre sul tema Scienza e Sostenibilità. Impatto delle conoscenze scientifiche e della tecnologia sulla società umana e sul suo ambiente. Riportiamo di seguito il discorso del Papa:
Discorso del Santo Padre
Illustri Signore e Signori, vi incontro con piacere, in occasione della vostra sessione plenaria, e ringrazio il Presidente, Professor Werner Arber, per le sue cortesi parole. Vi ringrazio per il contributo che offrite, e che col passare del tempo rivela sempre meglio il suo valore sia per il progresso della scienza, sia per la causa della cooperazione tra gli esseri umani e, in particolare, per la cura del pianeta in cui Dio ci ha posto a vivere.
Mai come nella nostra epoca è apparsa evidente la missione della scienza al servizio di un nuovo equilibrio ecologico globale. E al tempo stesso si sta manifestando una rinnovata alleanza tra la comunità scientifica e la comunità cristiana, che vedono convergere i loro diversi approcci alla realtà verso questa finalità condivisa di proteggere la casa comune, minacciata dal collasso ecologico e dal conseguente aumento della povertà e dell’esclusione sociale. Mi rallegro del fatto che voi sentiate profondamente la solidarietà che vi lega all’umanità di oggi e di domani nel segno di tale sollecitudine per la madre terra. Un impegno tanto più degno di stima in quanto è pienamente orientato alla promozione dello sviluppo umano integrale, della pace, della giustizia, della dignità e della libertà dell’essere umano. Prova ne sono, oltre alle opere compiute nel passato, i molteplici temi che vi proponete di affrontare in questa sessione plenaria, che vanno dalle grandi novità della cosmologia, alle fonti di energia rinnovabili, alla sicurezza alimentare, fino ad un appassionante seminario sul potere e i limiti dell’intelligenza artificiale.
Nell’Enciclica Laudato si’ ho affermato che «siamo chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza» (n. 53).
(Testo)
*** Udienza agli Organizzatori e Collaboratori del Giubileo della Misericordia
- Papa Francesco: "Con il vostro impegno avete espresso non solo il lavoro quotidiano, ma avete reso un vero servizio di misericordia ai milioni di pellegrini che sono giunti a Roma"
Cari amici, buongiorno!
È con grande gioia che vi accolgo a conclusione del Giubileo straordinario per esprimere il mio personale ringraziamento per il grande lavoro svolto durante questo Anno Santo.
Saluto e ringrazio in modo particolare l’instancabile Mons. Rino Fisichella, per l’impegno prezioso realizzato durante questi mesi e per le parole di saluto che mi ha rivolto. In effetti, è stato un Anno denso, pieno di iniziative in tutta la Chiesa, dove si è potuto vedere e toccare con mano i frutti della misericordia di Dio. La mia era stata una semplice intuizione quando avevo espresso il desiderio di un Giubileo della Misericordia; non avrei mai pensato, invece, che il Signore lo facesse diventare una realtà e che, soprattutto, si potesse celebrare con tanta fede e gioia nelle comunità cristiane sparse per il mondo. La Porta della misericordia aperta in tutte le cattedrali e nei santuari ha consentito che i fedeli non trovassero alcun ostacolo per sperimentare l’amore di Dio. È successo qualcosa di veramente straordinario che ora richiede di inserirsi nella vita di ogni giorno per fare diventare la misericordia un impegno e uno stile di vita permanente per i credenti.
Tutti voi, in diversi modi, avete reso possibile che questo evento di grazia si celebrasse in maniera sicura, con grande afflusso di pellegrini e in modo da far emergere il profondo valore spirituale che il Giubileo rappresenta. Il pensiero grato va, anzitutto, al Signor Ministro dell’Interno della Repubblica d’Italia che in quanto responsabile della sicurezza ha garantito ai pellegrini, non solo a Roma ma in tutto il territorio nazionale, di vivere questo Giubileo con la dovuta sicurezza e tranquillità. Insieme a lui ringrazio il Capo della Polizia e il Questore di Roma che unitamente alla Gendarmeria Vaticana hanno evidenziato quanto la collaborazione reciproca possa realmente offrire dei servizi di sicurezza a garanzia di tutti. (...) 
(Testo)