domenica 27 novembre 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
Domenica 20 novembre 2016
*** Papa Francesco chiude l'ultima Porta Santa del Giubileo della Misericordia 
Papa Francesco alle ore  09.58 ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, l'ultima delle migliaia che sono state aperte l'anno scorso all'inizio del Giubileo straordinario della misericordia.
*** Santa Messa di chiusura dell’Anno Santo della Misericordia. Omelia di Papa Francesco
- "Anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza".
- "Chiediamo anche noi il dono di questa memoria aperta e viva. Chiediamo la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza. Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri.Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza."
Omelia del Santo Padre
La solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo corona l’anno liturgico e questo Anno santo della misericordia. Il Vangelo presenta infatti la regalità di Gesù al culmine della sua opera di salvezza, e lo fa in un modo sorprendente. «Il Cristo di Dio, l’eletto, il Re» (Lc 23,35.37) appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore.
La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete.
Davvero il regno di Gesù non è di questo mondo (cfr Gv 18,36); ma proprio in esso, ci dice l’Apostolo Paolo nella seconda lettura, troviamo la redenzione e il perdono (cfr Col 1,13-14). Perché la grandezza del suo regno non è la potenza secondo il mondo, ma l’amore di Dio, un amore capace di raggiungere e risanare ogni cosa. Per questo amore Cristo si è abbassato fino a noi, ha abitato la nostra miseria umana, ha provato la nostra condizione più infima: l’ingiustizia, il tradimento, l’abbandono; ha sperimentato la morte, il sepolcro, gli inferi. In questo modo il nostro Re si è spinto fino ai confini dell’universo per abbracciare e salvare ogni vivente. Non ci ha condannati, non ci ha nemmeno conquistati, non ha mai violato la nostra libertà, ma si è fatto strada con l’amore umile che tutto scusa, tutto spera, tutto sopporta (cfr 1 Cor 13,7). Solo questo amore ha vinto e continua a vincere i nostri grandi avversari: il peccato, la morte, la paura.
Oggi, cari fratelli e sorelle, proclamiamo questa singolare vittoria, con la quale Gesù è divenuto il Re dei secoli, il Signore della storia: con la sola onnipotenza dell’amore, che è la natura di Dio, la sua stessa vita, e che non avrà mai fine (cfr 1 Cor 13,8). Con gioia condividiamo la bellezza di avere come nostro re Gesù: la sua signoria di amore trasforma il peccato in grazia, la morte in risurrezione, la paura in fiducia.
Sarebbe però poca cosa credere che Gesù è Re dell’universo e centro della storia, senza farlo diventare Signore della nostra vita: tutto ciò è vano se non lo accogliamo personalmente e se non accogliamo anche il suo modo di regnare. Ci aiutano in questo i personaggi che il Vangelo odierno presenta. Oltre a Gesù, compaiono tre figure: il popolo che guarda, il gruppo che sta nei pressi della croce e un malfattore crocifisso accanto a Gesù.
Anzitutto, il popolo: il Vangelo dice che «stava a vedere» (Lc 23,35): nessuno dice una parola, nessuno si avvicina. Il popolo sta lontano, a guardare che cosa succede. È lo stesso popolo che per le proprie necessità si accalcava attorno a Gesù, ed ora tiene le distanze. Di fronte alle circostanze della vita o alle nostre attese non realizzate, anche noi possiamo avere la tentazione di prendere le distanze dalla regalità di Gesù, di non accettare fino in fondo lo scandalo del suo amore umile, che inquieta il nostro io, che scomoda. Si preferisce rimanere alla finestra, stare a parte, piuttosto che avvicinarsi e farsi prossimi. Ma il popolo santo, che ha Gesù come Re, è chiamato a seguire la sua via di amore concreto; a domandarsi, ciascuno ogni giorno: “che cosa mi chiede l’amore, dove mi spinge? Che risposta do a Gesù con la mia vita?”
(Testo)
*** Le parole di Papa Francesco prima della recita dell’Angelus
Al termine della Santa Messa celebrata sul sagrato della Basilica Vaticana per la chiusura dell’Anno Santo della Misericordia, Papa Francesco guida la recita dell’Angelus con i fedeli ed i pellegrini presenti in Piazza San Pietro. Queste le parole del Santo Padre nell’introdurre la preghiera mariana:
Cari fratelli e sorelle,
al termine di questa Celebrazione, innalziamo a Dio la lode e il ringraziamento per il dono che l’Anno Santo della Misericordia è stato per la Chiesa e per tante persone di buona volontà. Saluto con deferenza il Presidente della Repubblica Italiana e le Delegazioni ufficiali presenti. Esprimo viva riconoscenza ai responsabili del Governo italiano e alle altre Istituzioni per la collaborazione e l’impegno profuso. Un grazie caloroso alle Forze dell’Ordine, agli operatori dei servizi di accoglienza, di informazione, sanitari e ai volontari di ogni età e provenienza. Ringrazio in modo particolare il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e coloro che hanno cooperato nelle diverse sue articolazioni.Un grato ricordo rivolgo a quanti hanno contribuito spiritualmente alla riuscita del Giubileo: penso a tante persone anziane e malate, che hanno incessantemente pregato, offrendo anche le loro sofferenze per il Giubileo. In modo speciale vorrei ringraziare le monache di clausura, alla vigilia della Giornata Pro Orantibus che si celebrerà domani.
Invito tutti ad avere un particolare ricordo per queste nostre Sorelle che si dedicano totalmente alla preghiera e hanno bisogno di solidarietà spirituale e materiale.
Ieri ad Avignone, in Francia, è stato proclamato Beato il padre Maria Eugenio del Bambino Gesù, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, fondatore dell’Istituto secolare “Nostra Signora della Vita”, uomo di Dio, attento ai bisogni spirituali e materiali del prossimo. Il suo esempio e la sua intercessione sostengano il nostro cammino di fede.
Desidero salutare cordialmente tutti voi, che da vari Paesi siete venuti per la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro. La Vergine Maria ci aiuti tutti a conservare nel cuore e a far fruttificare i doni spirituali del Giubileo della Misericordia.
*** Papa Francesco firma la Lettera Apostolica "Misericordia et misera"
(Nota)

*** Intervista di Tv2000 e inBlu Radio con il Santo Padre (trascrizione di lavoro integrale)
TV2000-inBluRadio
Lunedì 21 novembre 2016
*** Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco a conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia
FRANCESCO
a quanti leggeranno questa Lettera Apostolica
misericordia e pace
Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell’amore di Dio quando viene incontro al peccatore: «Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia».1 Quanta pietà e giustizia divina in questo racconto! Il suo insegnamento viene a illuminare la conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia, mentre indica il cammino che siamo chiamati a percorrere nel futuro.
1. Questa pagina del Vangelo può a buon diritto essere assunta come icona di quanto abbiamo celebrato nell’Anno Santo, un tempo ricco di misericordia, la quale chiede di essere ancora celebrata e vissuta nelle nostre comunità. La misericordia, infatti, non può essere una parentesi nella vita della Chiesa, ma costituisce la sua stessa esistenza, che rende manifesta e tangibile la verità profonda del Vangelo. Tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre.
Una donna e Gesù si sono incontrati. Lei, adultera e, secondo la Legge, giudicata passibile di lapidazione; Lui, che con la sua predicazione e il dono totale di sé, che lo porterà alla croce, ha riportato la legge mosaica al suo genuino intento originario. Al centro non c’è la legge e la giustizia legale, ma l’amore di Dio, che sa leggere nel cuore di ogni persona, per comprenderne il desiderio più nascosto, e che deve avere il primato su tutto. In questo racconto evangelico, tuttavia, non si incontrano il peccato e il giudizio in astratto, ma una peccatrice e il Salvatore. Gesù ha guardato negli occhi quella donna e ha letto nel suo cuore: vi ha trovato il desiderio di essere capita, perdonata e liberata. La miseria del peccato è stata rivestita dalla misericordia dell’amore. Nessun giudizio da parte di Gesù che non fosse segnato dalla pietà e dalla compassione per la condizione della peccatrice.
(Testo)
(pt) Carta Apostólica
Martedì 22 novembre 2016
*** Santa Marta: omelia del Santo Padre
Al mondo «non piace pensare» alle realtà ultime, ma anche queste fanno parte dell’esistenza umana. E se si vive «nella fedeltà al Signore», dopo la morte corporale «non avremo paura» di presentarci di fronte a Gesù per il suo giudizio. Seguendo il cammino dell’«ultima settimana dell’anno liturgico», Papa Francesco ha dedicato l’omelia della messa celebrata a Santa Marta martedì 22 novembre, a una riflessione sulla fine: «sulla fine del mondo, sulla fine della storia; sulla fine di ognuno di noi, perché ognuno di noi avrà la sua fine».
Un argomento che, forse, a qualcuno «amareggia la giornata», perché, ha detto il Pontefice, «non piace pensare a queste cose» o rendersi conto che «quando uno di noi se ne sarà andato, passeranno gli anni e dopo tanto tempo quasi nessuno ci ricorderà». Ma, ha aggiunto, «è la verità. È quello che la Chiesa ci dice: tutti noi avremo una fine». Una verità con la quale siamo chiamati a confrontarci. A tale riguardo il Papa ha rivelato: «Io ho un elenco, un’agenda dove scrivo quando muore una persona — amica, parente — il nome lì e ogni giorno vedo quel giorno, la ricorrenza per chi è: “Ma questo è morto da venti anni! Come è passato il tempo!
Osservatore Romano
*** Comunicato stampa della Segreteria di Stato: un nuovo sito web per l’“Obolo di San Pietro”
Un nuovo sito web per la carità del Papa: è on line il portale dell’Obolo di San Pietro, raggiungibile su www.obolodisanpietro.va
Alla colletta che tradizionalmente si svolge in tutto il mondo cattolico in concomitanza della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e rappresenta l’aiuto economico che i fedeli offrono al Santo Padre per le necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi si aggiunge ora la possibilità di una più estesa partecipazione.
[Text: Italiano, English, Español]
Mercoledì 23 novembre 2016
*** L'Udienza generale di Papa Francesco 
- "Non facciamo della fede una teoria astratta dove i dubbi si moltiplicano. Facciamo piuttosto della fede la nostra vita"
- Consigliare i dubbiosi e insegnare agli ignorantiCari fratelli e sorelle, buongiorno!
Finito il Giubileo, oggi torniamo alla normalità, ma rimangono ancora alcune riflessioni sulle opere di misericordia, e così continuiamo su questo.
La riflessione sulle opere di misericordia spirituale riguarda oggi due azioni fortemente legate tra loro: consigliare i dubbiosi e insegnare agli ignoranti, cioè a coloro che non sanno. La parola ignorante è troppo forte, ma vuol dire quelli che non sanno qualcosa e a cui si deve insegnare.
Sono opere che si possono vivere sia in una dimensione semplice, familiare, alla portata di tutti, sia – specialmente la seconda, quella dell’insegnare – su un piano più istituzionale, organizzato. Pensiamo ad esempio a quanti bambini soffrono ancora di analfabetismo. Questo non si può capire: in un mondo dove il progresso tecnico-scientifico sia arrivato così in alto, ci sono bambini analfabeti! È un’ingiustizia. Quanti bambini soffrono di mancanza di istruzione. È una condizione di grande ingiustizia che intacca la dignità stessa della persona. Senza istruzione poi si diventa facilmente preda dello sfruttamento e di varie forme di disagio sociale.
(continua...)
(Testo)
Giovedì 24 novembre 2016
*** Calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Francesco (dicembre 2016 - gennaio 2017)
*** Santa Marta: omelia del Santo Padre
Una serie di suggerimenti biblici, e anche pratici, per saper davvero riconoscere e ascoltare «la voce del Signore» — senza cadere nella tentazione della corruzione e della mondanità, e riscoprendo la bellezza della preghiera silenziosa di adorazione — sono stati proposti da Papa Francesco durante la messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta giovedì mattina, 24 novembre.
«In quest’ultima settimana dell’anno liturgico — ha fatto subito notare il Papa — la Chiesa si impegna nel farci riflettere sulla fine, perché ci sarà una fine: una fine del mondo, una fine di ognuno di noi». E «la Chiesa vuole che noi riflettiamo su questo: come sarà la fine». In questi giorni, ha precisato, «abbiamo riflettuto seguendo le letture: oggi vorrei fermarmi soltanto, sempre seguendo le letture, su tre voci, tre voci che appaiono nelle liturgia della parola: un grido, una voce potente e una voce sussurrata».
Osservatore Romano
*** Videomessaggio del Santo Padre per la VI edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa (Verona, 24-27 novembre 2016)Dal 24 al 27 novembre 2016 è in programma a Verona la VI edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, sul tema: “In mezzo alla gente”. Riportiamo di seguito la trascrizione del videomessaggio che Papa Francesco invia questa sera ai partecipanti all’evento:
Videomessaggio del Santo Padre
Un caro saluto a tutti voi che partecipate al VI Festival della Dottrina sociale della Chiesa. Il tema di quest’anno è: “In mezzo alla gente”. Esso esprime una grande verità: noi siamo fatti per stare con gli altri - lo ricordavo all’indomani della mia elezione a vescovo di Roma. La nostra umanità si arricchisce molto se stiamo con tutti gli altri e in qualsiasi situazione essi si trovano. È l’isolamento che fa male non la condivisione. L’isolamento sviluppa paura e diffidenza e impedisce di godere della fraternità.
[Text: Italiano, English, Español]


*** «AVERE CORAGGIO E AUDACIA PROFETICA». Dialogo di papa Francesco con i gesuiti riuniti nella 36a Congregazione Generale. La Civiltà Cattolica
(Testo)
Venerdì 25 novembre 2016
*** Santa Marta: omelia del Santo Padre
Dio è sempre pronto a salvarci, sempre lì, come un padre, che aspetta solo che gli diciamo «Signore»: basta questa parola «e lui farà il resto», aiutandoci a evitare la superbia di cadere nella «dannazione eterna» per l’orgoglio di volersela «cavare da soli». Nella messa celebrata venerdì mattina, 25 novembre, nella cappella della Casa Santa Marta, Papa Francesco ha messo in guardia dalle «seduzioni del diavolo» e ha ricordato che «la dannazione eterna non è una sala di tortura» ma proprio il volersi «allontanare» da Dio dando ascolto, appunto, alle «bugie» del diavolo.
«Il regno di Dio è vicino, Gesù ci aveva detto che il regno di Dio è in mezzo a noi, ma si sviluppa e cammina verso la sua maturità, verso la sua fine», ha affermato il Papa, facendo subito notare che «la Chiesa, in questi due giorni ultimi dell’anno liturgico, oggi e domani, ci fa riflettere sull’ultima giornata del mondo, prima della fine o come sarà la fine nell’ultima giornata».
L’apostolo Giovanni, nella prima lettura tratta dal libro dell’Apocalisse (20, 1-4.11-21, 2), «ci parla del giudizio universale: tutti saremo giudicati». E «prima di tutto il diavolo, lui sarà il primo giudicato». C’è «quell’angelo», ha proseguito Francesco riferendosi al brano dell’Apocalisse, «che viene e afferrò il drago, il serpente antico, che è il diavolo e il Satana — chiaro, perché si capisca bene di chi sta parlando — e lo incatenò e lo gettò nell’abisso». Dunque, ecco «il diavolo, il serpente antico, incatenato perché non seducesse più le nazioni, perché lui è il seduttore».
Ma il diavolo, ha detto il Pontefice, è il seduttore «dall’inizio: pensiamo ad Adamo ed Eva, come ha incominciato a parlarle con quella voce dolce», dicendo che il frutto «è buono» da mangiare. È proprio quello della «seduzione» il suo linguaggio: «lui è un bugiardo; di più, è il padre della menzogna, lui genera menzogne, è un truffatore» ha affermato il Papa. Il diavolo «ti fa credere che se mangi questa mela sarai come un Dio; te la vende così, e tu la compri e alla fine ti truffa, ti inganna, ti rovina la vita».
*** Papa Francesco: ai superiori generali, “discernimento è andare avanti nel grigio della vita e cercare lì la volontà di Dio”“Non basta vedere il bianco e il nero. Il discernimento è andare avanti nel grigio della vita e cercare lì la volontà di Dio, non nel fissismo del pensiero”. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco incontrando, nell’Aula Nuova del Sinodo, i 140 superiori generali riuniti a Roma per l’88ª Assemblea generale dell’Unione superiori generali (Usg) sul tema “Andate e portate frutto. La fecondità della profezia”. L’incontro con il Santo Padre, che si è protratto per tre ore, è stato caratterizzato da un lungo colloquio fraterno e cordiale fatto di domande e risposte. Il Papa ha salutato i presenti affermando: “La vita è piena di sorprese. Per comprendere le sorprese di Dio bisogna capire le sorprese della vita”. Dopo aver ricevuto un breve saluto da (...)
SIR

Sabato 26 novembre 2016
*** Udienza ai Giovani del Servizio Civile Nazionale
- Papa Francesco: "Il vostro apporto è indispensabile per realizzare il bene della società, tenendo conto specialmente dei soggetti più deboli"
Alle ore 12 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco riceve in Udienza i giovani del Servizio Civile Nazionale a quindici anni dalla promulgazione della legge che ha istituito in Italia il Servizio. Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti all’incontro:
Discorso del Santo Padre
Cari fratelli e sorelle, buon giorno
Non bisogna dimenticare quello che ha detto il Signor Ministro: la protezione sociale. Il terremoto che noi abbiamo accanto a noi… Andare avanti; proteggere quella gente e proteggere quanti sono in pericolo di un terremoto umano, che viene da dentro, che sono soli, abbandonati, scartati, in questa cultura a cui piace tanto scartare la gente. Grazie, Signor Ministro, di questo e speriamo che questa sua sfida sia raccolta da tutti noi. Grazie.
Sono lieto di incontrarvi quest’oggi, a quindici anni dalla promulgazione della legge che ha istituito in Italia il Servizio Civile Nazionale. Saluto il Ministro, il Sotto-Segretario e le altre personalità istituzionali, come pure i responsabili degli Enti promotori dei progetti e gli operatori che li seguono. Il mio saluto va soprattutto a voi, cari giovani, che avete scelto di dedicare una parte del vostro tempo e della vostra vita a un progetto di volontariato e di promozione sociale.
Il mio saluto va soprattutto a voi, cari giovani, che avete scelto di dedicare una parte del vostro tempo e della vostra vita a un progetto di volontariato e di promozione sociale.
*** Messaggio del Santo Padre ai partecipanti al secondo Simposio internazionale sull’economia organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica
Dal 25 al 27 novembre 2016, presso l’Auditorium della Pontificia Università Antonianum, si svolge il secondo Simposio internazionale sull’economia organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica sul tema Nella fedeltà al carisma ripensare l’economia, al quale partecipano circa mille economi ed econome generali. Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio che Papa Francesco ha inviato ai partecipanti al Simposio:
Messaggio del Santo Padre
Nella fedeltà al carisma ripensare l’economia
Cari fratelli e sorelle,
vi ringrazio per la vostra disponibilità a ritrovarvi insieme per riflettere e pregare su una tematica così vitale per la vita consacrata come è la gestione economica delle vostre opere. Ringrazio la Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica per la preparazione di questo secondo simposio; e, nel rivolgermi a voi, mi lascio guidare dalle parole che formano il titolo del vostro incontro: carisma, fedeltà, ripensare l’economia.
(Testo)
*** Il cordoglio di Papa Francesco per la morte dell'ex Presidente Fidel Castro
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio del Santo Padre Francesco per la morte dell’ex Presidente dei Consigli di Stato e di Governo della Repubblica di Cuba, Fidel Castro:
«EXCELENTÍSIMO SEÑOR RAÚL MODESTO CASTRO RUZ
PRESIDENTE DE LOS CONSEJOS DE ESTADO Y DE MINISTROS
DE LA REPÚBLICA DE CUBA
LA HABANA
AL RECIBIR LA TRISTE NOTICIA DEL FALLECIMIENTO DE SU QUERIDO HERMANO, EL EXCELENTÍSIMO SEÑOR FIDEL ALEJANDRO CASTRO RUZ, EXPRESIDENTE DEL CONSEJO DE ESTADO Y DEL GOBIERNO DE LA REPÚBLICA DE CUBA, EXPRESO MIS SENTIMIENTOS DE PESAR A VUESTRA EXCELENCIA Y A LOS DEMÁS FAMILIARES DEL DIFUNTO DIGNATARIO, ASÍ COMO AL GOBIERNO Y AL PUEBLO DE ESA AMADA NACIÓN.
AL MISMO TIEMPO, OFREZCO PLEGARIAS AL SEÑOR POR SU DESCANSO Y CONFÍO A TODO EL PUEBLO CUBANO A LA MATERNA INTERCESIÓN DE NUESTRA SEÑORA DE LA CARIDAD DEL COBRE, PATRONA DE ESE PAÍS.
FRANCISCO PP.»
Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio del Santo Padre Francesco per la morte dell’ex Presidente dei Consigli di Stato e di Governo della Repubblica di Cuba, Fidel Castro:
«EXCELENTÍSIMO SEÑOR RAÚL MODESTO CASTRO RUZ
PRESIDENTE DE LOS CONSEJOS DE ESTADO Y DE MINISTROS
DE LA REPÚBLICA DE CUBA
LA HABANA
AL RECIBIR LA TRISTE NOTICIA DEL FALLECIMIENTO DE SU QUERIDO HERMANO, EL EXCELENTÍSIMO SEÑOR FIDEL ALEJANDRO CASTRO RUZ, EXPRESIDENTE DEL CONSEJO DE ESTADO Y DEL GOBIERNO DE LA REPÚBLICA DE CUBA, EXPRESO MIS SENTIMIENTOS DE PESAR A VUESTRA EXCELENCIA Y A LOS DEMÁS FAMILIARES DEL DIFUNTO DIGNATARIO, ASÍ COMO AL GOBIERNO Y AL PUEBLO DE ESA AMADA NACIÓN.
AL MISMO TIEMPO, OFREZCO PLEGARIAS AL SEÑOR POR SU DESCANSO Y CONFÍO A TODO EL PUEBLO CUBANO A LA MATERNA INTERCESIÓN DE NUESTRA SEÑORA DE LA CARIDAD DEL COBRE, PATRONA DE ESE PAÍS.
FRANCISCO PP.»
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