lunedì 21 novembre 2016

Repubblica.it
(Paolo Di Paolo) Le parole hanno - come le idee - le loro stagioni. L' inconsueto anno giubilare chiuso ieri, forse, ha avuto un effetto anche sul vocabolario: la parola "misericordia" - millenaria come quella che contiene, "cuore" - è tornata al centro del discorso pubblico. Papa Francesco l' ha ripetuta come se dovesse risvegliarla - ed è così che l' ha rinnovata. Un termine nobile, antichissimo e opaco si fa caldo e rivoluzionario in un tempo di parole fredde. La porta santa si chiude, dice il pontefice, ma quella della misericordia rimane spalancata. C' era da aprire, prima di tutto, un' altra porta, e da lì tornare a guardare l' imperfezione degli esseri umani: «Il nostro bisogno, il nostro vuoto, la nostra miseria». Quando il Papa usa un' espressione come «avere il cuore a pezzi» sta tornando, è già tornato in un campo da cui troppi uomini di Chiesa si erano assentati. Lo spazio del nostro quotidiano, lo spazio dell' errore, del disagio, del malessere più difficile da confessare. Ma - dice il Papa - un cuore a pezzi è l' offerta più gradita a Dio, «il segno che siamo coscienti del nostro bisogno di perdono, di misericordia ». Dà sollievo al credente come al non credente poter pensare al proprio sentimento di vergogna "come grazia". «Non mi sento migliore di chi ho di fronte», «Chi sono io per giudicare?»: Bergoglio ha fatto del «Neppure io ti condanno » detto da Gesù all' adultera un asse del pontificato. Traducendolo così: «Prima c' è la persona, nella sua interezza e dignità». Se una parola si sveglia, torna viva, questo riguarda il lessico di tutti. Mi piace pensare che sia come riaddomesticata, che torni quotidiana senza per questo logorarsi. E che significhi quello che davvero dice. Se nel paese che sognava Zavattini, "buongiorno" vuol dire davvero "buongiorno", misericordia è - prima che un atto di compassione - un sentimento del mondo. Spendibile nella quotidianità come una forma di gentilezza: «Siate gentili sempre» dice un personaggio di Charlie Kaufman nel film (quasi) d' animazione Anomalisa, «ciascuno sta combattendo una battaglia di cui non sapete niente»; «Eccedete in gentilezza» ribadisce lo scrittore americano George Saunders. Una forma di attenzione all' altro, all' altro «come se fossi io». Avere misericordia di sé per averla di chi ci vive accanto. Dove il titanismo della provocazione e dello scontro avanzano e desertificano, dove la "trumpizzazione degli spiriti" incendia il discorso pubblico, dove ogni antitesi al cinismo è presa per melensaggine, dove ogni dito è puntato contro qualcosa o qualcuno, una misericordia tutta laica, onesta, giornaliera somiglia a un argine, a un sovrappiù di ossigeno, a una soluzione.