giovedì 10 novembre 2016

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
 *** Santa Marta: omelia del Santo Padre
È dalla tentazione di rimanere affascinati dai «fuochi d’artificio della religione dello spettacolo» in cerca sempre di «cose nuove, rivelazioni, messaggi» e per questo «dura un istante e poi svanisce» che il Papa ha messo in guardia nella messa celebrata giovedì mattina, 10 novembre, nella cappella della Casa Santa Marta. E Francesco ha proposto anche un esame di coscienza per verificare se davvero «custodiamo la speranza»: l’atteggiamento giusto di chi lavora per far crescere «il regno di Dio che è già in mezzo a noi». Prendendo spunto dal passo evangelico di Luca (17, 20-25), proposto oggi dalla liturgia, il Papa ha fatto subito notare come «a quel tempo c’era la curiosità di conoscere il tempo del regno di Dio: quando sarebbe venuta la liberazione dai romani o la liberazione del popolo di Dio». In realtà quelle persone «non sapevano bene che cosa fosse quel regno di Dio e così lo domandavano a Gesù».
E «Lui rispondeva con chiarezza: “È già venuto, è in mezzo a voi”». Spiegando poi che «il regno di Dio in mezzo a noi è come il seme di senape che è piccolino ma viene seminato e cresce, cresce, cresce, cresce, ma con il tempo». E «il seme di grano, lo stesso».
(Osservatore Romano)
*** Udienza ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani
- "L’unità dei cristiani è un’esigenza essenziale della nostra fede, un’esigenza che sgorga dall’intimo del nostro essere credenti in Gesù Cristo"
Sala stampa della Santa Sede
Alle ore 11.45 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco riceve in Udienza i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani sul tema: “Unità dei cristiani: quale modello di piena comunione?”. Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti:
Discorso del Santo Padre
Signori Cardinali, cari fratelli Vescovi e Sacerdoti, cari fratelli e sorelle,
sono lieto di incontrarvi in occasione della vostra Sessione Plenaria, che tratta il tema “Unità dei cristiani: quale modello di piena comunione?”. Ringrazio il Cardinale Koch per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi.
Nel corso di quest’anno ho avuto l’opportunità di vivere tanti significativi incontri ecumenici, sia qui a Roma sia durante i viaggi. Ognuno di questi incontri è stato per me fonte di consolazione, perché ho potuto constatare che il desiderio di comunione è vivo e intenso. In quanto Vescovo di Roma e Successore di Pietro, consapevole della responsabilità affidatami dal Signore, desidero ribadire che l’unità dei cristiani è una delle mie principali preoccupazioni, e prego perché essa sia sempre più condivisa da ogni battezzato.
L’unità dei cristiani è un’esigenza essenziale della nostra fede, un’esigenza che sgorga dall’intimo del nostro essere credenti in Gesù Cristo. Invochiamo l’unità, perché invochiamo Cristo. Vogliamo vivere l’unità, perché vogliamo seguire Cristo, vivere il suo amore, godere del mistero del suo essere uno con il Padre, che poi è l’essenza dell’amore divino. Gesù stesso, nello Spirito Santo, ci associa alla sua preghiera: «Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi [...] Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me [...] Perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17,21.23.26). Secondo la preghiera sacerdotale di Gesù, ciò a cui aneliamo è l’unità nell’amore del Padre che viene a noi donato in Gesù Cristo, amore che informa anche il pensiero e le dottrine. Non basta essere concordi nella comprensione del Vangelo, ma occorre che tutti noi credenti siamo uniti a Cristo e in Cristo.
(Testo)
- "Non dimentichiamoci della bellezza! L’umanità ne ha tanto bisogno."