lunedì 21 novembre 2016

Corriere della Sera
(Luigi Accattoli) Con il suo passo sciancato Bergoglio ha chiuso la Porta Santa dicendosi convinto che il Giubileo abbia «aperto» il cuore di tanti e sarà vero per i poveri di spirito: ma il vasto mondo ne ha saputo qualcosa? Si direbbe che per dodici mesi il Papa abbia gridato «misericordia» e il mondo delle armi e dei poteri abbia continuato a gridare ogni paura e per prima la paura dell' altro che fa vincere chi invita a chiudere i confini, che ha portato alla Brexit e a Trump, al raddoppio dei barconi che affondano. Il mondo non si è accorto della misericordia eppure Francesco ha fatto di tutto per farla sentire. È andato a Lesbo per i migranti, ad Assisi per la giornata delle religioni, ha incontrato Kirill a Cuba ed è volato a Lund per i luterani. Il Giubileo non l' ha avviato da Roma ma da Bangui, cioè dall' Africa più martoriata. Anche a Roma il Papa delle periferie ha detto e ha fatto: è andato a visitare ogni tribolato, le ragazze della tratta, i malati terminali, i giovani usciti dalla droga. I terremotati. Parrebbe che Francesco non abbia trovato un pieno ascolto neanche nella sua Chiesa: l' ha invitata a nuove misericordie ed è stato rimproverato. Forse è il destino di ogni profeta disarmato quello d' essere ascoltato da pochi e magari solo dai più inermi, come si è visto nelle giornate dei malati, dei senzatetto, dei carcerati. In quelle giornate è sembrato evidente che il suo grido aiutava qualcuno a restare umano. E dunque diremo che se pure ha gridato nel deserto, è bene che l' abbia fatto.