martedì 22 novembre 2016

L'Osservatore Romano
Fra cielo e terra. Il 23 novembre alla presenza della regina Silvia di Svezia e della principessa Beatrice d’Olanda s’inaugura la mostra "Rembrandt in Vaticano. Immagini fra cielo e terra", che si concluderà il prossimo 26 febbraio. Provenienti dal museo Zorn di Svezia e dall’olandese Kremer Colletion, sono esposte cinquantacinque incisioni e due dipinti su tela dell’artista di Leida. Curatori della mostra sono Arnold Nesselrath, direttore del reparto di arte bizantina, medioevale e moderna dei Musei vaticani, e Johan Cederlund, direttore del museo Zorn.
Anticipiamo quasi per intero il saluto (contenuto nel catalogo), in occasione dell’inaugurazione, del cardinale Kurt Koch presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e stralci dei saggi di Arnold Nesselrath e di Peter van der Coelen, membro dell’Istituto centrale di storia dell’arte a Monaco.
(Kurt Koch) Cattolici e luterani condividono la gioia per le intuizioni della Riforma, preziose per l’intera Chiesa: la vita nel vangelo di Gesù Cristo nella sua libertà e certezza, la comprensione del mistero della Trinità e di Dio che si dà a noi esseri umani attraverso la grazia, e l’amore che nasce e fluisce dalla fede. Essi condividono inoltre una profonda gratitudine per i doni ricevuti attraverso il dialogo congiunto. Tuttavia non possono proseguire il cammino dal conflitto alla comunione senza essere consapevoli dei torti che caratterizzano il passato che li accomuna. È questo il motivo per cui la commemorazione congiunta della Riforma contiene anche un elemento di pentimento e confessione.
Cattolici e luterani hanno necessità di confessare davanti a Gesù la colpa di aver danneggiato l’unità della Chiesa. Essi sono inoltre colpevoli di aver lasciato che la disputa teologica legittimasse la violenza in nome della fede, di non aver rispettato la libertà di culto e di aver permesso che la religione fosse strumentalizzata dalle lotte di potere politico attraverso i secoli, una caratteristica anche degli anni in cui visse Rembrandt. Come figlio di una madre di origine cattolica e di un padre protestante, egli fu esposto alle basilari trasformazioni religiose dell’epoca, al confessionalismo crescente e alle guerre di religione in Europa. Quando nei suoi dipinti egli affronta la povertà e la fragilità della gente comune, c’è anche un raggio di luce visibile dall’alto, a indicare la forza sempre maggiore della guida e della grazia divina, che dà una profonda speranza all’umanità e a questo mondo tramite Dio e Gesù Cristo, il suo amato figlio che si fece uomo e visse in mezzo a noi. La riconciliazione della memoria tra luterani e cattolici diviene possibile solo attraverso la grazia di Dio, e attraverso l’opera dello Spirito Santo può diventare una potente testimonianza verso il mondo.
È mia sincera speranza che anche questa esposizione nei Musei vaticani, come la preghiera comune a Lund, in Svezia, possa contribuire a rafforzare il reciproco amore tra cattolici e luterani, e il loro impegno nella ricerca di unità, invocando la guida dello Spirito santo.
L'Osservatore Romano, 22-23 novembre 2016.